KIWI, ANDATA E RITORNO PER TAIWAN: QUALITÀ INTATTA DOPO UN VIAGGIO DI TRE MESI E MEZZO

Un carico di kiwi verde, spedito a Taiwan in container refrigerato, è rientrato in Italia dopo 107 giorni di viaggio, “mantenendo il 99% della qualità garantita alla partenza del carico”.

Ad annunciarlo è Adelino Cordioli, sales manager della Ad Fruit di Giacciano con Baruchella, in provincia di Rovigo.

Il container di actinidia in questione era partito lo scorso 10 dicembre dal magazzino della ditta veneta alla volta dell’isola asiatica. Dopo un viaggio di quaranta giorni, la merce è stata respinta dalle autorità taiwanesi per la presenza – “per probabile effetto deriva” – di 0,01ppm di Etofenprox, un insetticida utilizzato a difesa di molte tipologie di frutta.

Adelino Cordioli

“Da notare bene che in sette anni circa che esportiamo molti kiwi in quello stato non abbiamo mai avuto alcun problema”, sottolinea Cordioli.

“L’Etofenprox, autorizzato con valori molto alti su altri frutti in Taiwan, purtroppo non è tollerato neanche come traccia sui kiwi”, prosegue Cordioli. “Abbiamo provato a spiegare alle autorità taiwanesi che si trattava probabilmente di un effetto deriva, visto il valore infinitesimale rilavato dall’analisi, ma non c’è stato verso. In Italia, usato per la lotta in emergenza alla cimice asiatica, è autorizzato con un limite di 1.00ppm”.

“Abbiamo anche informato prontamente la nostra associazione CSO Italy, la quale si è attivata immediatamente e nonostante non ci sia stato modo di cambiare le sorti, voglio evidenziare e ringraziarli pubblicamente, soprattutto nella persona di Simona Rubbi, per l’altissima professionalità dedicata alla nostra sventura, avendo attivato prontamente tutti i canali diplomatici possibili. Avendo provato tutte le opzioni percorribili e preso atto dell’impossibilità di entrare sul suolo taiwanese, abbiamo considerato che il container conteneva il 70% di kiwi di grande calibro e qualità premium, pertanto abbiamo deciso di far ritornare a casa il nostro container, del valore di quasi 50.000 dollari. Come se non bastasse, la prossimità del capodanno cinese ci ha fatto perdere ulteriori giorni, permettendoci di far ripartire il container dopo ulteriori 20 giorni, affrontando cosi ulteriori 40 giorni di viaggio per l’Italia ed arrivando al nostro magazzino dopo ben tre mesi e mezzo, con un transit time totale di ben 107 giorni”.

“La complicata parte logistica è stata curata dalla società DCS Tramaco, che stimo e ringrazio per aver organizzato tutte le fasi del rientro e della parte documentale con professionalità e senza intoppi”.

“Alla riapertura del container, con grande trepidazione mista a curiosità di vedere come fosse arrivata la merce, siamo rimasti scioccati ed increduli di come si fosse mantenuta la durezza e la sanità del prodotto, dopo una permanenza così prolungata nel container, per un tempo eccezionalmente lungo. Il 99% dei frutti era ancora della durezza di almeno 3 chili di pressione e solo l’1% dei frutti presentava un leggero avvizzimento e/o morbido. Come si può notare dalle foto, la merce ha superato questo infinito tragitto senza subire decadimento, dimostrando al contrario un livello qualitativo altissimo. Tant’è, che parte del container, lo abbiamo caricato per un’altra destinazione che necessita di ulteriori 30 giorni. Ci teniamo a precisare che non abbiamo effettuato nessun trattamento post raccolta, utilizzando unicamente il freddo come conservante, e naturalmente alla base la grande qualità italiana, nel caso specifico di origine veronese.

Ringrazio cosi, tutte le case produttrici di imballaggio di alta qualità italiane, in questo caso specifico DS Smith Packaging di Lana (Bolzano), per darci la possibilità di presentarci anche su lunghe distanze, con tenuta di rilievo, perché anche presentarsi con l’imballaggio in ordine, ha la sua grandissima importanza”.

“Quanto sopra mi permette di dire che forse avremo perso negli ultimi tempi in competitività di prezzo rispetto agli altri produttori europei, ma per quanto riguarda la qualità della produzione tutta la filiera, fino alla logistica, non siamo secondi a nessuno.

Il CSO, per evitare che questo spiacevole inconveniente possa ripetersi nel futuro, a danno delle nostre eccellenze, ha già attivato la procedura di import tolerance: i tempi per ottenerla non saranno brevi, ma intanto è stata avviata la pratica.