OLTRE 6 CILIEGI SU 10 DANNEGGIATI DAL GELO NEL VERONESE

La ciliegia veronese fa i conti con il maltempo. Le gelate di aprile hanno compromesso le colture di pianura ma anche una parte di quelle collinari. Coldiretti Verona, che ha eseguito nei giorni scorsi con i propri tecnici i rilievi con Avepa, Agenzia Veneta per i pagamenti in agricoltura, prevede per tale coltura danni intorno al 65% pari a oltre 16milioni di euro. La produzione scaligera rappresenta oltre il 70% di quella totale veneta ed è coltivata su circa 1.350 ettari.

Le coltivazioni di frutta veronese – sottolinea la Coldiretti scaligera – sono state duramente compromesse dalle gelate con danni stimati in oltre 160 milioni di euro per le colture come pesche, albicocche, ciliegie, mele, pere e kiwi e altre frutticole. La Coldiretti chiede interventi urgenti di sostegno alle imprese agricole che hanno perso un intero anno di lavoro ma chiede anche di rafforzare i controlli alle importazioni per evitare che prodotti stranieri diventino magicamente italiani. È inoltre necessario sostenere il consumo di frutta italiana facendo attenzione alle etichette di origine obbligatorie per legge.

I ciliegi scaligeri oltre a subire i cambiamenti climatici sono da anni attaccati dalla Drosphila suzukii, il moscerino killer che ha già causato ingenti danni alle colture.

Dal 2020 Coldiretti Verona ha avviato un progetto di monitoraggio in 15 siti delle colline veronesi caratterizzati da diversa altimetria e dalla presenza di cultivar a maturazione precoce, media e tardiva, sui principali fitofagi (es. Drosphila suzukii) e malattie fungine per studiare lo stato di salute dei ciliegi. Tale attività è realizzata in collaborazione con l’Università di Verona dipartimento di biotecnologie agrarie, Aipo – Associazione interregionale produttori olivicoli di Verona, Consorzio Agrario del Nord est, Centro Studi Agrea e altri. Correlato al progetto viene pubblicato settimanalmente il “Notiziario ciliegio – Colline veronesi” che dall’anno scorso va ad aggiungersi al bollettino della Val d’Alpone.

Il bollettino illustra la situazione meteo della settimana con indicazioni sulle previsioni di quella successiva, la fase fenologica delle varietà delle ciliegie e le previsioni di produzione. A seguire, una serie di suggerimenti per la difesa fitosanitaria con informazioni sullo stato della Drosophila suzukii.

Le pubblicazioni si possono leggere ogni mercoledì sul sito di Aipo (www.aipoverona.it) oppure attraverso l’applicazione “Aipoverona” per i dispositivi Android e IOS scaricabile gratuitamente fino a metà luglio, oltre che sulla pagina Facebook “Coldiretti Verona”. Ogni settimana è pubblicato anche un video divulgativo di aggiornamento.

“Il ciliegio nella provincia veronese è sempre stato una pianta di completamento delle aziende agricole, anche se negli ultimi anni si va sempre più verso un ciliegeto specializzato con copertura di teli diretti per proteggere le colture dagli insetti”, commenta Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona che aggiunge “il nostro progetto ha l’obiettivo di supportare, anche con corsi di formazione, gli agricoltori veronesi con indicazioni e suggerimenti agronomici e fitosanitari utili alla coltivazione del ciliegio. La cerasicoltura veronese, oltre alla produzione di ciliegie di elevata qualità, contribuisce alla conservazione del territorio collinare e rappresenta un valore aggiunto per la vocazione turistica locale”.

L’Italia – precisa la Coldiretti – è il principale produttore dell’Unione Europea con quasi 30mila ettari coltivati situati per il 62% in Puglia, seguita da Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio. Nel 2020 il nostro Paese – rileva la Coldiretti – ha importato oltre 14 milioni di chili di ciliegie di cui oltre la metà dalla Grecia e il resto dalla Spagna e dalla Turchia e per questo il consiglio della Coldiretti per essere certi di acquistare prodotto italiano occorre verificare l’etichetta nei cartellini o sugli scaffali deve essere obbligatoriamente indicata l’origine.

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