SIRACUSA, LE MANI DELLA MAFIA SU TRASPORTI E IMBALLAGGI DI ORTOFRUTTA

Un controllo totale nella realizzazione di pedane e imballaggi, nella produzione e commercio di prodotti caseari, e nel trasporto su gomma di prodotti ortofrutticoli. Nella zona sud della provincia di Siracusa, tra Noto, Avola, Pachino e Rosolini, l’intero comparto era sotto il “monopolio” dal clan Trigila.

E’ l’accusa, come riporta il quotidiano La Sicilia, contestata dalla Dda della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta “Robin Hood”. Polizia, carabinieri e guardia di finanza di Siracusa hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone ritenute organiche alla cosca di altri due indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’indagine, partita nel 2016, è durata circa 20 mesi. Secondo la Dda etnea nonostante la lunga detenzione di Antonio Giuseppe Trigila, 70 anni,, e del figlio Giuseppe, di 47, il clan avrebbe continuato ad operare grazie alla moglie Nunziatina Bianca, 64 anni, e alla figlia Angela, 45. Il boss dal carcere riusciva ad impartire disposizioni durante i colloqui con i familiari utilizzando un linguaggio criptico convenzionale. Così come ricostruito dalla polizia, il clan Trigila agiva “ricorrendo a un modus operandi consolidato nel tempo: aziende capaci di alterare le regole della concorrenza e di acquisire una posizione dominante grazie al loro nome».

Le donne veicolavano gli ordini per l’organizzazione e la gestione delle attività, ma intervenivano anche in prima persona “quando si rendeva necessario utilizzare la valenza evocativa promanante dal rapporto di coniugio”. Attorno a loro vi era un nutrito numero di fiancheggiatori e facilitatori che veicolavano le informazioni e fissavano gli appuntamenti tra i sodali. Alla base del gruppo, alcuni soggetti con mansioni “esecutive” che si occupavano delle attività illecite, quali le azioni intimidatorie, violente e le richieste estorsive.

L’esecuzione delle misure cautelari a carico di Antonio Trigila, Giuseppe Crispino, Giuseppe Trigila sono state eseguite dai poliziotti della squadra mobile di Siracusa con i loro colleghi de L’Aquila, Terni ed Ancona. Il reparto operativo dei carabinieri è stato delegato ad eseguire la misura cautelare a carico di Giuseppe Caruso già attenzionato in un’attività di indagine sul controllo a scopo estorsivo dei trasporti su gomma. Le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro preventivo di 18 mila 171 euro a Nunziatina Bianca quale profitto del reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

(fonte: La Sicilia)