CILIEGIE, APOFRUIT ENTRA NEL MERCATO BIODINAMICO CON LE “ISOLE” ALMAVERDE BIO

Apofruit entra nel biodinamico anche con le ciliegie, in distribuzione, da questa campagna, nelle isole AlmaverdeBio presenti in circa 40 store in tutt’Italia.
Il lancio è stato annunciato nel webinar di stamattina, promossa dal colosso ortofrutticolo romagnolo e intitolata ‘Il ciliegio in Emilia-Romagna’.
“Abbiamo già certificato come biodinamico 15 ettari – ha affermato Mirco Zanelli, direttore commerciale du Apofruit – mentre se consideriamo tutta la produzione ortofrutticola biodinamica che realizziamo sono già circa 120 ettari tra Emilia Romagna, Puglia, Piemonte. I volumi vengono commercializzati, attraverso Canova, braccio commerciale per il Bio, con il marchio Verdéa”.

Mirco Zanelli

Università di Bologna al lavoro sulle varietà Sweet per allungare la campagna

Intanto, l’università di Bologna per estendere la stagionalità delle ciliegie, sta lavorando a nuove varietà della serie Sweet, pacchetto cerasicolo di nuova generazione, sviluppato nei laboratori dell’Alma Mater dove ci su lavora dal 2013
“Adesso stiamo testando una varietà precocissima che anticipi di una settimana la Sweet Aryana e ad un’altra tardiva che ritardi di una settimana la stagione rispetto alla Regina. In sostanza se la campagna normale delle ciliegie è di circa 30-40 giorni, si può estenderla da aprile a metà luglio se si integrano, in successione, le varie produzioni da sud a nord del Paese”.

Stefano Lugli

Il progetto delle ciliegie biodinamiche richiede investimenti importanti: circa 100mila euro tra coperture, impianti di irrigazione, fertirrigazione, antigrandine ecc., ma i rientri dell’investimento sono veloci posto che le piante vanno in produzione al quarto anno e che i nuovi impianti possono essere finanziati, attraverso Apofruit, per il 50-60% dall’OCM Ortofrutta e che Apofruit riconosce a questi prezzi un maggior prezzo che va da 10 al 20% in più rispetto al Bio.
Le nuove piante, inoltre, hanno un’altezza ridotta rispetto a quelle degli inizi della cereasicoltura in Italia che arrivavano a diversi metri di altezza. Questo rende più facili e meno costose le operazioni di raccolta.
Al lancio, inoltre, sempre in questa campagna, la confezione interamente bio-compostabile.
“Le nostre ciliegie sono vendute in diversi formati – spiega Zanelli – partendo dai 200 g fino ai due chili e allo sfuso. Per il Bio usiamo la confezione da 300 g e le vendiamo anche alla private label oltre che con i marchi Solarelli e Verdea e con l’etichetta Igp per quanto riguarda la ciliegia di Vignola”.

Germano Fabiani

Il Biodinamico ancora non è entrato nella Gdo che sta “studiando il prodotto”, per usare le parole di Germano Fabiani, responsabile reparto Frutta di Coop Italia, intervenuto all’evento.
“Le ciliegie sono una categoria molto importante nel reparto ortofrutta anche perché negli ultimi anni si sono fatti importanti investimenti nel settore. Purtroppo, facendo parte degli acquisti cosiddetti ‘d’impulso’ durante il Covid ha sofferto parecchio. Nel 2020 hanno generato un giro di affari di 18 milioni di euro per 2,5 milioni di chili venduti. Ma peggio sono andate le fragole e sempre in sofferenza sono state altre colture come gli asparagi, considerate non indispensabili per il budget familiare. Le ciliegie Bio incidono ancora poco, l’1%, nel reparto ortofrutta di Coop Italia ma siamo interessati a seguire questo trend che sta segnando il passo. Mentre su quelle Biodinamiche, le stiamo ancora indagando. Come Coop vendiamo la varietà Cody mentre le sweet sono al consumer test per capire il livello di gradimento del mercato. Guardiamo con favore agli investimenti in impianti moderni che, peraltro eliminano l’alea climatica e garantiscono maggiore continuità e qualità costante delle forniture. A differenza, ad esempio, del principale polo produttivo di ciliegie italiane che è la Puglia, che essendo sviluppato tutto a campo aperto, soffre di mancanze occasionali di prodotto proprio per la sua diretta dipendenza dalle condizioni meteo”.
“Negli ultimi anni, per avvicinare i nostri  soci all’agricoltura Biodinamica – spiega Massimo Biondi, presidente di Canova – abbiamo fatto dei corsi di formazione in giro per l’Italia e in due anni abbiamo già circa 25 nostre aziende che producono prodotti certificati Verdea”.
Mariangela Latella