KIWI CILENI, VOLUMI IN CALO, “MA LA QUALITÀ MIGLIORA”

In base all’ultimo rapporto del Comitato del Kiwi de Chile, in questa stagione i volumi di produzione sono più ridotti, ma grazie all’estate mite si è riusciti a raccogliere kiwi con buoni livelli di sostanza secca e solidi solubili, caratteristiche che assicurano buone condizioni di conservazione, e dunque un approvvigionamento prolungato.

Carlos Cruzat, presidente del Comitato, ha affermato che la crisi sanitaria ha cambiato i modelli di lavoro e la produzione sarà inferiore in questa stagione. L’aumento delle richieste arriva in particolare dall’emisfero Sud.
Secondo Cruzat, l’aumento dei parametri di maturazione, richiesti dalle ultime cinque stagioni in Cile, ha portato a migliori condizioni di conservazione e in definitiva alla soddisfazione del consumatore. L’incremento di consumo e domanda di kiwi è stato osservato non solo sui mercati tradizionali, ma anche in quelli del sud-est asiatico e dell’India.

Esportazioni
Nelle settimane 18-19, si sono spedite 35.436 tonnellate di kiwi cileni verso i mercati internazionali, il 16% in meno rispetto alle esportazioni dello stesso periodo nella stagione passata (42.001 tonnellate).
Con 13.321 tonnellate, l’Europa è stata la destinazione principale, seguita dall’America Latina con 7.415 tonnellate e da Stati Uniti e Canada con 6.092. Diminuzioni di volume rispetto all’anno precedente si sono registrate nella maggior parte dei mercati di destinazione: – 40% rispetto alla stessa data dell’anno scorso per l’Estremo Oriente, in particolare per Cina e Giappone.
Al contrario, l’India è stata l’unica nazione asiatica a mostrare una crescita rispetto al 2020 con un +76%, posizionandosi come secondo mercato di destinazione dell’area. Altri incrementi si sono riscontrati in Nord America (+14%) e in America Latina (+1%).
La varietà più distribuita è Hayward (94%), mentre quelle gialle — principalmente Dori e Jintao — rappresentano il 5%.