CONSEGNE A DOMICILIO DI IV GAMMA, LA PROPOSTA DI ITALIAN LEAF: “UNIAMOCI”

“Una strada per la ripresa più veloce del settore di IV Gamma potrebbe essere la creazione di un paniere di prodotti ready-to-eat, provenienti da più aziende del settore, in base alla reciproca specializzazione e a precisi accordi, con l’obiettivo di consegnare a casa dei consumatori una ‘box’ ready-to-eat: iniziativa presente con successo sul mercato inglese.
Zuppe, insalate, piatti unici, poke e burger vegetali potrebbero fare parte, insieme ad altro, dell’offerta. Un progetto del genere decollerebbe subito con i big dell’e-commerce se le aziende di IV Gamma si organizzassero. La cosa importante, perché funzioni, è che nessuno pretenda un ruolo da protagonista”.
Questa l’idea di Carlo Fantoni, direttore commerciale della OP Italian Leaf del gruppo Adinolfi che produce sia prima gamma evoluta di baby leaf sia materia prima sfusa per le industrie del settore e che lavora molto, soprattutto, nel mercato dell’export.
“Visto il panorama di specializzazione verso cui si stanno orientando le aziende del settore in questa fase di New Normal, e visto che si tratta di specializzazioni complementari, il passo successivo, ossia unirsi per fornire un paniere magari attraverso un canale B2C cone l’e-commerce, sembra quasi naturale. Basta solo che qualche grande player prenda l’iniziativa”, sottolinea Fantoni.
OP Italia leaf lavora molto con l’export di IV Gamma in tutta Europa, per questo ha accusato meno i colpi della crisi economica causata dal Covid e se in Italia, dove vende prevalentemente materia prima per i quartagammisti, ha perso il 10%, in export il calo è stato contenuto nel 3%. In alcuni Paesi, come quelli Scandinavi, il fatturato 2020 ha chiuso in parità rispetto al 2019. “In Inghilterra, abbiamo perso, come pure in Polonia – precisa in proposito Fantoni -. Per quanto riguarda il mercato italiano già da marzo 2021, tuttavia, registriamo una ripresa, con un +7-8% del fatturato rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. In aprile abbiamo fatto un +10%. Una crescita anche rispetto al 2019”.
Molti player di IV gamma denunciano una progressiva erosione dei margini al produttore. La riscontrate anche voi?
“Nel nostro caso, non posso confermare. Il nostro cliente principale non ci ha chiesto una lira di sconto. Inoltre consideri che noi lavoriamo con sfuso o con prima gamma evoluta e quindi prodotto non lavato. Una spinta interessante dall’estero arriva per il settore bio che incide per il 25-30% del nostro fatturato in export. In Italia, con il bio siamo invece allo zero virgola, perché non c’è ancora la domanda”.
In previsione di una crescita della richiesta da parte dei consumatori, OP Italia Leaf sta puntando ad espandere il più possibile i 50 ettari che coltiva in bio su un totale di 230. “Siamo già allineati, sul fronte del bio – specifica Fantoni – agli obiettivi europei. Al punto che stiamo anche valutando di fare del biodinamico anche se, per farlo secondo la certificazione Demeter, che è quella richiesta dal mercato che ne fa maggiore domanda ossia la Germania, servirebbe tenere ben separate le produzioni biodinamiche dalle altre. Sul biodinamico nutro poi dubbi sulla sua fattibilità a causa delle problematiche microbiologiche possibili, derivanti per esempio dall’uso di letame come fertilizzante o dalla libera circolazione degli animali nei campi di insalata. Tutto da valutare e da studiare. Di certo, una crescita importante del biodinamico metterebbe in grande crisi il principale cliente mondiale di IV Gamma: McDonald,  che all’ultima riunione globale ha denunciato perdita di mercato oltre che per la pandemia anche per la concorrenza sempre più aggressiva delle hamburgerie di qualità”.
Mariangela Latella