FRANCIA, L’INDUSTRIA ALIMENTARE CHIEDE ALLA GDO UN AUMENTO DEL 9% DEI PREZZI D’ACQUISTO

Una rivalutazione media del 9% dei prezzi liquidati dalle catene di acquisto. È la richiesta avanzata nei giorni scorsi dall’Ania, l’Associazione delle imprese alimentari francesi, per far fronte al sostenuto aumento dei prezzi delle materie prime avviate alla trasformazione.

In assenza di una decisione in tempi rapidi, ha indicato in una nota l’associazione, le imprese rischiano una grave instabilità finanziaria, tale da compromettere la fase di ripresa dopo l’emergenza sanitaria. Sarebbe compromesso anche il rilancio degli investimenti, dopo la contrazione del 5% che si è registrata nel 2020. I prezzi delle materie prime agricole sono in aumento da dodici mesi consecutivi, è stato evidenziato nella nota.

L’apposito indice elaborato dalla Fao si attesta su un livello che è senza precedenti da un decennio e su base annua il rialzo è stato di 31 punti percentuali. Al riguardo, l’Ania ha sottolineato che le spese per l’acquisto delle materie prime agricole incidono per oltre il 50% sui costi totali di produzione delle industrie alimentari francesi. In aggiunta, sono saliti anche i prezzi di altri prodotti utilizzati nel ciclo produttivo: dalla plastica, al vetro, all’alluminio fino al cartone. Il risultato è che nei primi mesi di quest’anno, i margini d’impresa hanno toccato il minimo storico.

Alla luce di questa difficile situazione, secondo l’Ania, le imprese alimentari devono essere messe nella condizione di scaricare sui prezzi di vendita, in modo ragionevole, l’aumento dei costi. Diversamente, “sarebbe in pericolo l’ambizione di puntare su un’alimentazione più sicura, più sana e sostenibile”. Risulterebbe anche impossibile garantire una migliore remunerazione agli agricoltori e agli allevatori. Anche se trasferito sui consumatori finali, l’aumento non avrebbe un impatto significativo sull’inflazione, ha messo in rilievo l’Associazione delle imprese alimentari francesi. Le spese per l’alimentazione incidono solo per il 10% su quelle totali delle famiglie e ogni punto percentuale di incremento dei prezzi alimentari al consumo fa salire di circa1,5 euro al mese le uscite delle famiglie francesi. Un impatto, quindi, assolutamente sostenibile.

Da ricordare, infine, che in Francia l’agroalimentare è il primo settore industriale, con un fatturato annuale di 176 miliardi di euro, con 430 mila persone occupate.

(fonte: Agrisole)