WUWM, I MERCATI ALL’INGROSSO SARANNO SEMPRE PIÙ CENTRALI NELLE CITTÀ EUROPEE

Sarà ricordata come una pietra miliare, un momento storico decisivo per i mercati all’ingrosso, questa 37ª edizione del congresso del WUWM, l’associazione mondiale dei centri agroalimentari, in programma per tutta la giornata di oggi in versione ‘phigital’ ossia con partecipazioni in presenza presso la Camera di Commercio di Firenze e collegamenti online da tutto il mondo sulla piattaforma di web meeting, Zoom.

Il drastico cambio di passo che pone i mercati all’ingrosso al centro della transizione verso un sistemi alimentari, sostenibili, accessibili e resilienti, è dato da due fattori.
Il primo un accordo storico tra Eurocities che è l’associazione europea dei sindaci, ed il gruppo europeo del WUWM (diretto da Fabio Massimo Pallottini anche presidente di Italmercati nonché direttore del CAR di Roma) che, fra gli altri obiettivi, apre le porte dell’urbanistica, per la prima volta, alla catena di approvvigionamento alimentare rappresentata dal canale tradizionale.
D’altro canto, l’importanza di questo incontro ancora in corso fino a stasera, è data dal rilancio dei mercati locali come principali protagonisti della transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili e resilienti.
“In vista del vertice Onu sui sistemi alimentari – ha affermato Stèphane Layani (nella foto), presidente del WUWM – che dopo vent’anni si terrà, su questo tema, a settembre nella sede delle Nazioni Unite a New York, abbiamo organizzato quattro tavoli regionali di dialogo. In Asia-Pacifico; in Sudamerica, in Europa e in Africa con il coinvolgimento di circa 250 esperti, provenienti da tutti il mondo, chiamati a riflettere sugli obiettivi di accessibilità, economicità e sostenibilità del cibo. Dal nostro lavoro, che ha approfondito le sfide, le opportunità e le soluzioni che caratterizzano questo momento storico per il nostro settore, emerge con chiarezza che il cambio di passo dei sistemi alimentari, è adatto alle realtà regionali e che i mercati locali, che per il 90% si riforniscono ai mercati all’ingrosso, hanno un ruolo chiave per rispondere a tutti questi fabbisogni”.
Il 26% della popolazione mondiale oggi non ha accesso ad una alimentazione sufficiente, sana e, men che meno, sostenibile. Ci sono circa 3 miliardi di persone che non possono permettersi di acquistare cibo sano e nutriente. Diventa cruciale sostenere dei percorsi alternativi per raggiungere tutti i segmenti della popolazione anche per dare seguito concreto agli obiettivi dell’Agenda 2030.
“In questa direzione – spiega Layani -, le filiere corte e i mercati locali vanno promossi per garantire l’accessibilità su qualsiasi scala locale di prodotti di alta qualità. Per questo abbiamo appena lanciato, con il coinvolgimento di circa quattromila local market sparsi in 19 Paesi, l’iniziativa ‘Love your local market’ che celebra i mercati locali e quelli all’ingrosso. Se vogliamo sistemi agroalimentari sostenibili entro il 2030 dobbiamo agire”.
Quelli adottati fino ad ora, si sono rivelati un boomerang per le generazioni future. Attualmente l’agricoltura contribuisce per il 25% alla produzione di gas serra e, sul fronte della riduzione della biodiversità, negli ultimi 100 anni sono sparite dalla faccia della terra (e dei campi) il 90% delle varietà dei raccolti. Un problema non più rinviabile, dunque, che cammina di pari passo con il cambio climatico che pone problemi di scarsità delle risorse principali come acqua e terra.
Oggi, il 70% dei terreni agricoli soffre di condizioni di grave degrado che, con il cambio climatico, è destinato a peggiorare velocemente.
“È tempo di riscrivere nuove regole del gioco – precisa Layani – che saranno dettate dal consumatore e il WUWM è tra gli stakeholder pronto ad accogliere queste richieste alla luce del ruolo strategico dei mercati all’ingrosso, emerso chiaramente durante la pandemia COVID-19 e oggi riconosciuto e accolto dalla politica e dal mondo istituzionale”.
Per ricostruire appropriatamente i sistemi alimentari, passando per il ruolo dei mercati all’ingrosso, il WUWM spinge sugli investimenti per ridurre l’impronta di carbonio, per la tracciabilità e la trasparenza; per un’integrazione efficace della catena del freddo con quella del valore; per il coordinamento tra domanda e offerta di prodotti alimentari anche grazie all’implementazione della digitalizzazione; per l’innovazione e la creazione di ambienti diversificati nelle città; per la logistica verde; per promuovere gli investimenti in energia verde; la costruzione di infrastrutture e centri di conservazione che abbiano una minore impronta ambientale; per contrastare gli sprechi anche ristrutturando la catena del valore e, infine, per spingere sull’economia circolare.
Sul tema della sperequazione alimentare, tra due settimane la FAO, guidata dal cinese Qu Dongyu, inaugura un nuovo programma che punta ad un equa accessibilità alimentare, in tutto il mondo, con l’obiettivo di garantire a tutti prodotti sani, accessibili e sostenibili.
“L’idea – ha detto il presidente della FAO – è quella di uscire dalla dinamica distorta di mercato che oscilla tra sprechi ed eccessi alimentari. Non è un problema di know how. Sappiamo benissimo cosa fare. Quello che servono sono investimenti, soprattutto nelle lavorazioni post-raccolta, e poi anche la politica. Ma da soli non bastano. Prima di tutto servono compromessi, soprattutto sul fronte della riduzione degli sprechi.  E in questo, il mercato all’ingrosso ha un grande ruolo”.
La più recente strategia della FAO è quella di favorire partnership di alto livello come quella con il WUWM che è un luogo in cui, per sua natura, si creano delle ‘azioni agricole’ al suo interno e quindi può ben contribuire a cambiare il proprio livello di business oltre che il settore agroalimentare nel sup complesso. In questo senso, il pre-summit romano dell’ONU che si terrà in luglio sarà fondamentale per iniziare a ragionare sulla possibilità di delegare ad uno spazio locale l’approvvigionamento alimentare sano e nutriente.
Intanto fervono i lavori per il summit ONU di settembre sui sistemi alimentari. “Stiamo dialogando – ha spiegato Martin Frick, responsabile ONU del summit – con 135 Paesi e con la società civile per arrivare a settembre con progetti concreti di riforma del sistema alimentare.
Mariangela Latella