CRISI AGRUMICOLA, ABATE: “PIÙ VICINI ALLA RISOLUZIONE DEL PROBLEMA”

“La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all’unanimità la risoluzione del mio affare assegnato sulla crisi agrumicola. Grande risultato per tutte quelle Regioni del Sud che producono agrumi ma che sono alle prese con una storica crisi del settore. Ora il Governo dovrà attuare tutta una serie di misure individuate e utili alla risoluzione dei problemi: una data rivoluzionaria per tutto il comparto”.

Ad annunciarlo è Rosa Silvana Abate, senatrice del Gruppo Misto, capogruppo della Commissione “Questioni regionali” e Commissione “Agricoltura”.

“Abbiamo notato l’inasprirsi delle condizioni di produzione di tutti i tipi di agrumi e vista la situazione odierna di tutto il comparto a causa di tutta una serie di motivi come le variazioni climatiche che distruggono interi raccolti, i nuovi virus che stanno attaccando alcune colture compromettendole e altri problemi individuati ascoltando, nel corso delle audizioni, sia imprenditori agricoli che esperti. Per questo, sin da subito, ho promosso un affare assegnato sul tema della crisi agrumicola. Nel corso dei lavori abbiamo analizzato le principali caratteristiche della filiera e la competitività, i numeri, le dinamiche di lungo periodo, la fase agricola, l’industria di trasformazione, il mercato interno, gli scambi con l’estero, le problematiche climatiche, quelle fitosanitarie, la commercializzazione e i rapporti con le istituzioni individuando i punti di forza ma, soprattutto, quelli di debolezza e le relative soluzioni per ripianare tutti i problemi del comparto ed evitare che questo imploda valorizzando al massimo tutte le eccellenze italiane.

Tra le misure approvate, all’unanimità, in questi giorni con parere favorevole degli uffici del Mipaaf vi è la realizzazione di un catasto agrumicolo nazionale quale condizione necessaria per garantire qualsiasi azione di programmazione produttiva orientata al mercato e la realizzazione di un programma di rinnovo varietale al fine di assicurare una disponibilità di piante virus esente per realizzare il piano annuale di riconversione programmato, adottare un vero e proprio Piano agrumicolo nazionale, promuovere le produzioni agrumicole in concertazione con la promozione dei territori e del turismo, promuovere le linee sia di frutto fresco che dei succhi e derivati non solo di arance, ma anche di clementine, limoni, cedro, bergamotto e agrumi congelati in fette soprattutto per il periodo estivo. Favorire, inoltre, politiche aggregative per la creazione di consorzi, la tutela della filiera agricola e garantire il costo di produzione dei prodotti ortofrutticoli. Abbiamo, poi, valutato che sia opportuno intervenire presso le competenti sedi unionali al fine di chiedere l’attivazione delle misure di salvaguardia agli accordi tra l’UE e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo in materia di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli; rafforzare la tracciabilità, adottare misure per rafforzare e promuovere le esportazioni di agrumi; contrastare fenomeni di concorrenza sleale, realizzati anche attraverso l’uso di prodotti fitosanitari non consentiti in ambito UE e l’utilizzazione di lavoro sottopagato o minorile; rafforzare i controlli all’ingresso degli agrumi e verificarne la tracciabilità anche in ambito Ue onde consentirne il controllo e la verifica su residui di prodotti fitosanitari in Italia non consentiti, così facendo si parificano le condizioni di produzione e i costi gravanti sui produttori italiani; tutelare sia la filiera agricola sia il costo di produzione dei prodotti ortofrutticoli emanando delle disposizioni in materia di trasparenza delle pratiche commerciali della filiera agrumicola e di elaborazione dei costi medi di produzione dei prodotti ortofrutticoli; predisporre un piano di valorizzazione dei prodotti, dei canali distributivi e facilitare dei programmi nazionali per la fornitura dei prodotti agricoli nelle scuole promuovendo il consumo di prodotti derivanti dalla filiera agrumicola nazionale, vendere direttamente tramite canali tradizionali, e-commerce e filiera corta.

Il mio impegno è massimo per risollevare le sorti di questo comparto che, insieme al turismo, rappresentano i settori trainanti su cui si basa l’intera economia della Calabria e che permette il sostentamento di migliaia di lavoratori della Regione e del Sud”.