FELICE POLI (UNAPROA): “VENGA RICONOSCIUTO ALLA IV GAMMA IL SUO VALORE”

“Serve un equo rapporto volume/valore del prodotto per trovare un’ampia giustificazione per la giusta marginalità”.
Così Felice Poli (nella foto), presidente di Unaproa, in un’intervista esclusiva per Fresh Cut News, commenta la ripresa del settore a cui, però, non segue, per il momento, un’adeguata remunerazione per i produttori.
– Come mai, se la domanda di IV Gamma sta crescendo (sulle insalate ci sono dati molto incoraggianti), non si ha riscontro sui prezzi pagati all’industria di trasformazione e ai produttori? Quali fattori determinano questa discrepanza?
“E’ vero che la domanda di IV Gamma sta riprendendo. Dopo le difficoltà subìte durante il periodo pandemico, si sta assistendo ad una maggior richiesta di prodotto con molteplici novità che stanno coinvolgendo l’intero nostro settore. Ritengo che la conoscenza delle caratteristiche intrinseche del prodotto, da parte del consumatore finale, non abbia mai raggiunto i livelli attuali. L’attenzione alla sostenibilità, al rispetto dell’ambiente, alla qualità intrinseca del prodotto sono oggi altamente percepite dal consumatore. Per la verità questo settore trainante dell’ortofrutta non è mai venuto meno a queste caratteristiche, ma la vera differenza oggi è la consapevolezza del lavoro che vi è nel nostro prodotto. Non parlerei, pertanto, di discrepanza di prezzo ma più verosimilmente di maggior percezione della qualità nel rispetto dell’ambiente. E’ solo in un equo contesto di rapporto volume/ valore del prodotto che trova ampia giustificazione la giusta marginalità. E’ evidente che mi riferisco a tutti quei player che valorizzano il prodotto in modo rispettoso in tema di obblighi sociali e qualitativi che devono caratterizzare anche il servizio che vendiamo. Verso attori che non stanno alle regole non credo ci sia bisogno di esprimersi; sarà il mercato che si porrà come termine di selezione. In questo la GDO deve farsi garante ponendo il prodotto al giusto prezzo”.
– Posto che la pandemia ha creato una situazione di mercato che per la IV Gamma non è stato gestito in nessun modo visti gli ordini a singhiozzo e la mancanza assoluta di programmazione, pensa sia necessario un intervento pubblico per equilibrare gli squilibri di mercato che si sono creati? Si pensi ad esempio al settore dei berries in Spagna, per i quali è stato presentato un disegno di legge che inserisce questa categoria di frutti nel PNRR per beneficiare dei finanziamenti pubblici per innovare le serre.
“In realtà questo è già in parte avvenuto per la IV Gamma con il Decreto Ristori. Abbiamo richiesto ed ottenuto un contributo, da parte dello Stato, per le mancanze di vendite subìte nel corso dei primi mesi del 2020. Il contributo è andato a sanare la mancanza di liquidità che i nostri agricoltori hanno subìto ed il risultato ritengo possa ritenersi soddisfacente. Abbiamo altresì richiesto al MIPAAF di poter partecipare ai tavoli tecnici per predisporre la distribuzione dei benefici legati al PNRR in favore di tutti gli attori della filiera. Solo con una disponibilità in favore di tutti gli interessati ci può essere un vero beneficio comune. Favorire solo alcuni anelli della filiera a scapito di altri non porta ad un risultato soddisfacente”.
– Alcuni player denunciano offerte da parte di alcuni retailer, al di sotto dei costi. Ma in Italia la vendita sotto costo non è vietata? Non c’è il rischio che a strizzare troppo i margini poi si torni indietro con la qualità scompaginando i sistemi di ottimizzazione dei costi interni? 
“La qualità nel nostro settore è un valore imprescindibile. E’ un attributo che va salvaguardato a tutti i costi essendo connaturato con la IV Gamma di qualità. Noi non vendiamo sottocosto, sarebbe una grande sconfitta per l’intera filiera, soprattutto per gli anelli più deboli. Nella definizione di  qualità è compresa la sostenibilità, ambientale ma anche sociale ed economica.  Una filiera sostenibile è la strategia vincente non solo per il futuro ma anche per il presente”.
Mariangela Latella