NASCE L’AOP UNAPERA, “LA RISPOSTA DELLA FILIERA PER RISOLLEVARE IL COMPARTO”

Garantire un futuro alla pericoltura dell’Emilia Romagna (e non solo), affrontando i mercati uniti, innalzando e rendendo omogeneo il livello qualitativo, segmentando l’offerta.

È questo uno degli obiettivi fondanti su cui si basa la AOP UNAPERA, ufficialmente costituita ieri e presentata questa mattina in un evento on line dalla sede di CSO Italy di Ferrara. All’incontro, moderato dal presidente di CSO Italy Paolo Bruni, hanno partecipato Adriano Aldrovandi, neo presidente di UNAPERA; Mauro Grossi, vice presidente vicario della nuova AOP; Roberto Della Casa, responsabile del progetto; Luigi Mazzoni, consigliere di UNAPera; Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, e in collegamento; Alessandro Zampagna, coordinatore del comitato costituente; Giampaolo Nasi, coordinatore del comitato commerciale.

I numeri: 25 soci, 70% delle pere vendute in Italia

I numeri diffusi nel corso della presentazione della nuova compagine parlano chiaro: l’associazione di organizzazioni di produttori, è stata costituita da 25 gruppi del settore, che assieme rappresentano oltre il 70% delle pere commercializzate sul mercato interno negli ultimi tre anni e oltre il 55% dell’export nazionale di pere di media nell’ultimo triennio. Sono oltre 400 le imprese agricole aderenti all’IGP della Pera dell’Emilia Romagna nel 2021, segnando un +30% in un anno, di cui UNAPERA rappresenta oltre il 70% delle superfici.

I 25 soci dell’AOP UNAPERA

Il nodo consumi e qualità

Uno dei temi principali che la nuova organizzazione dovrà affrontare è il nodo dei consumi, considerando che il comparto delle pere ha perso il 20% dei consumi dal 2013 al 2020, con una perdita del 24% tra il 2016 e il 2020. Direttamente correlato è l’aspetto della qualità, che secondo i consumatori è troppo variabile. Lo scopo della nuova AOP è lavorare per uniformare il livello qualitativo per cercare di garantire nessuna brutta sorpresa al consumatore in cerca di una pera con qualità costante.

Dal punto di vista operativo l’associazione di organizzazioni di produttori, aperta anche alle imprese non OP, da far riconoscere ai sensi del decreto Omnibus, intende occuparsi dello sviluppo della qualità delle pere dei soci attraverso una definizione comune e una segmentazione dell’offerta, un controllo collettivo che consenta un’immissione sul mercato gestita dalla AOP, mentre la fatturazione sui clienti resterà in capo alle singole imprese socie. Sulla produzione l’AOP concluderà accordi quadro per l’ambito commerciale e marketing con la GDO e l’ingrosso sviluppando ogni settimana listini di riferimento, mentre i soci gestiranno la commercializzazione giorno per giorno.

L’ulteriore rilancio dell’IGP

Per quanto riguarda la pera IGP dell’Emilia Romagna verrà realizzato un piano di trade e consumer marketing in partnership con il consorzio di tutela per legare il prodotto certificato alle stratgie commerciali delle catene distributive. A questo si affiancherà un programma di sviluppo della certificazione di imprese e superfici da dedicare alla pera IGP con l’obiettivo di raggiungere in tre anni il 35% della superficie dell’areale e per arrivare a distribuire il prodotto certificato del 70% dei negozi in Italia. L’obiettivo è arrivare a commercializzare per l’annata 2021-2022 8mila tonnellate di pera IGP dell’Emilia Romagna, il doppio cioè delle 4mila tons della scorsa stagione.

Per l’aspetto della qualità, inoltre, si sta lavorando ad un piano condiviso di miglioramento degli standard qualitativi da verificare attraverso un sistema di controllo di qualità vincolante per i soci, gestito dall’AOP e delegato ad una struttura terza, che potrà eventualmente applicare anche sanzioni a chi non si attiene a determinati parametri.

I numeri dicono che già oggi l’AOP controlla oltre il 70% delle aree coltivate a pere nella Regione per la varietà Abate Fetel, di cui rappresenta quasi l’80% del prodotto venduto all’ingrosso sulla media degli ultimi cinque anni.

“UNAPERA vuole essere la risposta della filiera alla crisi del settore, che oggi è di fronte ad un momento storico” è stato sottolineato da più parti stamattina durante l’incontro. Una crisi che ha visto ridursi del 20% le superfici a pera dal 2010 ad oggi, a cui si aggiungono i problemi climatici e delle fitopatologie che colpiscono il frutto.

L’AOP, è stato inoltre precisato, non è un gruppo “chiuso”. Anzi, l’obiettivo è implementare i soci aderenti, anche al di fuori dall’Emilia Romagna, partendo da Veneto, Lombardia e Toscana.

Emanuele Zanini