COSÌ IL COPA-COGECA SULLO STUDIO DI IMPATTO DELLA F2F

Sulla relazione del Centro di Ricerca europeo relativa all’impatto sull’agricoltura comunitaria della strategia From Farm to Fork, i cui contenuti in sintesi abbiamo anticipato ieri, il COPA-COGECA ha emesso una nota dal titolo: “La scomoda verità della Commissione: Il Centro comune di ricerca pubblica una relazione sull’impatto delle strategie per la biodiversità e “Dal produttore al consumatore” sul settore agricolo”. Lo pubblichiamo integralmente. Eccolo di seguito.

“Come si insabbia una relazione scomoda? La Commissione Europea ce ne ha appena dato un saggio. Nel corso delle vacanze estive, il Centro Comune di Ricerca (CCR) ha pubblicato una relazione attesa da tempo  sull’impatto di quattro obiettivi specifici proposti dalle strategie per la biodiversità e “Dal produttore al consumatore”. Non accade spesso che una relazione venga redatta in modo così oculato per evitare di affermare ciò che dovrebbe: qualunque siano gli scenari presi in considerazione, queste strategie comporteranno una riduzione senza precedenti della capacità produttiva dell’UE e del reddito dei suoi agricoltori. La maggior parte della riduzione delle emissioni agricole ottenuta attraverso queste strategie sarà vanificata da una perdita di sostenibilità dovuta alla rilocalizzazione verso i paesi terzi, derivante da questa perdita di produzione!

“Da oltre un anno, tutte le parti interessate che rappresentano il settore agricolo a Bruxelles chiedono una valutazione d’impatto della strategia “Dal produttore al consumatore” . La comunità agricola, consapevole delle sfide e delle transizioni necessarie, desidera da tempo che la questione venga discussa su basi solide. Tuttavia, di fronte al silenzio della Commissione e alla mancata realizzazione di uno studio, il tema è diventato di per sé una questione politica. Il COPA e la COGECA sono quindi rimasti sorpresi dal fatto che la settimana scorsa, a metà estate, sia stata pubblicata una “relazione tecnica”, mentre la maggior parte dei portatori di interesse dell’UE era in ferie, senza aver dato alcun preavviso e con una comunicazione ridotta al minimo.

“Gli autori dicono di non chiamarla “valutazione d’impatto”. Continuano a sottolineare che questo documento non è una valutazione esaustiva, poiché alcuni obiettivi non sono stati presi in considerazione, mentre altri lo sono stati solo parzialmente, e il modello utilizzato presenta dei limiti quanto alla valutazione degli effetti complessi derivanti dagli obiettivi discussi. Sarà possibile proporre un’analisi completa degli effetti della strategia “Dal produttore al consumatore” prima o poi, oppure si sta cercando di giocare con le parole? Di sicuro le conclusioni presentate in questa relazione vanno nella stessa direzione di quelle della maggior parte degli studi già effettuati in materia .

“Considerato il contenuto, il COPA e la COGECA accolgono con favore questa relazione e concordano con gli autori sul fatto che “le lezioni tratte da questa relazione sono importanti dal punto di vista politico”. Qualunque sia lo scenario considerato, in tutti i settori è previsto un calo della produzione compreso fra il 5% e il 15%, con i risultati peggiori nei settori dell’allevamento. I cambiamenti nella produzione comporterebbero una perdita in termini di posizioni nette all’esportazione per cereali, carni suine e pollame, nonché un peggioramento del deficit commerciale dell’UE per semi oleosi, ortofrutticoli, carni bovine, ovine e caprine. Nel frattempo, qualunque sia lo scenario preso in considerazione, i prezzi di produzione mostrano un aumento netto di circa il 10%, con un impatto negativo sul reddito per la maggior parte degli agricoltori.

“Tuttavia, il punto più importante della relazione dal punto di vista del COPA e della COGECA riguarda gli effetti previsti di questa strategia: la relazione mostra che le strategie “Dal produttore al consumatore” e per la biodiversità, insieme alla nuova PAC, potrebbero contribuire a ridurre del 28,4% le emissioni di gas ad effetto serra del settore agricolo entro il 2030. Per questo motivo alcune ONG ambientaliste affermano che queste strategie forniranno i risultati attesi . Il ragionamento però è sviluppato solo a metà. Una delle principali constatazioni della relazione è che più della metà della riduzione di gas a effetto serra prevista in tutti gli scenari è sostituita da aumenti equivalenti delle emissioni di gas serra nei Paesi Terzi!”

Reagendo alla pubblicazione il segretario generale del COPA-COGECA Pekka Pesonen ha dichiarato: “Questa relazione, pur con tutte le precauzioni che devono essere prese in considerazione per quanto riguarda la sua metodologia e la sua portata, conferma molte delle nostre analisi. Questa nuova PAC consentirà agli agricoltori di effettuare le transizioni necessarie per aumentare la nostra sostenibilità: non rappresenta lo “status quo”, come alcune ONG di Bruxelles amano ripetere. Tuttavia, strategie come “Dal produttore al consumatore” e quella per la biodiversità creeranno un divario sempre più ampio nelle pratiche e nella competitività con i nostri concorrenti internazionali. Se non vogliamo organizzare la delocalizzazione di una parte della nostra agricoltura verso paesi terzi, l’Unione europea deve essere ambiziosa nella sua politica commerciale, proprio come lo è con le sue strategie interne. Eppure oggi non è questo il caso. Questa grande disparità sarà insopportabile a lungo termine per i nostri agricoltori e le nostre cooperative.”

Per il COPA e la COGECA, le conclusioni di questo studio dovrebbero mettere in guardia le parti interessate ben oltre la comunità agricola e generare un dibattito pubblico, in quanto tali politiche hanno delle importanti ripercussioni sulla nostra autonomia strategica, sui prezzi al consumo e sulla delocalizzazione della nostra agricoltura. Gli autori della relazione chiedono un’analisi più approfondita degli obiettivi e dei modelli. Il COPA e la COGECA “sostengono questo invito e attendono con ansia di leggere e commentare le conclusioni di questa importante relazione nei prossimi mesi”.