PASSO DOPO PASSO DESPAR, QUANDO LA GALA NON TRADISCE: 4/5

Riprendiamo questa rubrica dopo una lunga pausa estiva, durante la quale, per la verità, non ci siamo persi molto per quanto riguarda il livello qualitativo al consumo della frutta. Si sono salvate alcune varietà di susine tra la frutta estiva, così come sono di buon livello alcune varietà di uva da tavola attualmente sul mercato, così come – nonostante tutto – alcune varietà di pere. Lasciamo stare il dibattito sui prezzi di alcune varietà regine dell’estate (pesche, nettarine, albicocche), in parte non trascurabile belle fuori e tristi dentro (con le dovute eccezioni: un nome tra gli altri, le albicocche della OP Agricor), perché il tema trova una sintesi in questo: la bontà si paga, ma se è bontà (la colpa qui non è dei produttori, è del sistema, che continua a lavorare per la frutta bella, meno importa se buona).

Ma quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è principalmente la ripartenza, avviata subito dopo Ferragosto, delle mele di nuovo raccolto. Sappiamo come certe varietà di mele arrivino a luglio e anche alla prima quindicina di agosto: dopo lunghi mesi di magazzino, quindi è arduo chiedere che siano croccanti, succose, buone. Sbaglia il consumatore che acquista il prodotto fuori stagione. Ora invece è il momento di riprendere a valutare le mele e non si può partire che dalla prima varietà che arriva sul mercato: la Gala. Ci ripetiamo: nel marcato di agosto purtroppo ci sono anche quest’anno Gala e Gala. Ovvero Gala raccolte davvero nelle ultime settimane e che sono arrivate rapidamente sui banconi di vendita mostrando il loro valore per quello che è. E purtroppo Gala che si sono fatte circa 10 mesi di cella frigorifera per non intasare, lo scorso autunno il mercato, all’arrivo di tante altre varietà, e in queste settimane di agosto ricomparse come d’incanto. Da queste ultime, nulla si può pretendere se non una cosa: che non passino come mele di nuovo raccolto perché questo, alla fine, fa male al mercato.

Quello che abbiamo fatto, dopo essere inciampati in Gala non valutabili, è cercare la mela di nuovo raccolto che ci potesse trasmettere per intero il suo valore a livello di qualità globale. E alla fine l’abbiamo trovata. Dove? In un punto vendita Interspar (Verona, viale delle Nazioni, all’interno del Centro commerciale Adigeo) con un reparto ortofrutta davvero con i fiocchi per una offerta ricca, una presentazione che appaga il consumatore, una cura attenta del prodotto in esposizione. Abbiamo acquistato lì Gala a marchio del distributore (Passo dopo Passo Despar) più volte nel corso di 15 giorni. L’ultimo acquisto oggi: 5 mele sfuse (con un prezzo al chilo di 2,49 euro) per 3 euro. Livello qualitativo elevato e costante in tutto il periodo di osservazione e di assaggio. Il nostro panel ha dato una valutazione omogenea: 4 su 5 ovvero qualità complessiva ottima. Mela croccante e succosa, dal gusto equilibrato, che dà soddisfazione al palato anche quando mangiata con la buccia. Abbiamo ovviamente indagato, perché fa parte del nostro mestiere: le Gala assaggiate sono di pianura, sono state raccolte in Emilia Romagna da un unico produttore, un’azienda storica e di prestigio di Ferrara, il Gruppo Ciko Mazzoni. Complimenti a Despar per la scelta e, ovviamente, al produttore. (a.f.)

 

LA VALUTAZIONE. Prodotti di scarsa qualità o di tracciabilità incerta non sono presi in considerazione. La valutazione da 1 a 5 ha il seguente significato: valutazione 1 significa che il prodotto è giudicato di qualità complessiva sufficiente; valutazione 2 qualità complessiva più che sufficiente; valutazione 3 qualità complessiva buona; valutazione 4 qualità complessiva ottima; valutazione 5 qualità complessiva eccellente. Per qualità complessiva si intende la somma dei fattori della qualità intrinseca (caratteristiche organolettiche, gusto, sapore, salubrità) e della qualità estrinseca (filiera garantita, imballaggio compostabile, chiarezza dell’etichetta, altro).