MACFRUT AL VIA, PAROLA D’ORDINE “FARE SISTEMA”. PATUANELLI: “METTERE MANO ALLA RIFORMA FISCALE”

La ripartenza di Macfrut, e in genere delle fiere post Covid, è dettata dal must di ‘Fare sistema’ e dai mega trend di questo particolare periodo di riorganizzazione del settore agroalimentare: innovazione e sostenibilità.

Con questi punti fissi lo show trade dedicato alla filiera ortofrutticola di Cesena Fiere, ha aperto i battenti oggi con il debutto dell’accordo tra la Fiera di Forlì e quella di Cesena che acquisisce Fieravicola nel quadro dell’accordo, che diventa così trilaterale, tra IEG di Rimini e Cesena Fiere.

Per la prima volta, infatti, il quartiere fieristico riminese ospiterà Fieravicola che passa sotto la gestione di Cesena Fiere e quindi sotto la guida di Renzo Piraccini, patron di Macfrut e si terrà in concomitanza di quest’ultimo, da oggi fino al 9 settembre.

“Il nuovo accordo tra le due fiere romagnole – ha detto Piraccini nel suo discorso inaugurale, poco prima del taglio del nastro – punta a creare un hub dell’agrifood. Ma fare sistema non basta e, dopo un 2020 brutto ed un 2021 drammatico per il settore ortofrutticolo, non possiamo non sperare nel sostegno istituzionale”.

Tra le proposte di sostegno di cui c’è stato immediato feedback nel corso dell’inaugurazione, c’è quella lanciata dal presidente del’Ice-Agenzia, Carlo Ferro. “Per favorire l’export – ha detto – sarebbe auspicabile un incentivo fiscale per quelle aziende che esportano nei Paesi terzi, abbassando ad esempio l’aliquota Ires o Irpef in proporzione ad una serie di parametri come il peso del fatturato di export verso i Paesi terzi rispetto a quello totale dell’azienda esportatrice”.

Riflessioni che trovano riscontro su dati incoraggianti. Quest’anno l’export agroalimentare italiano è arrivato a 50 miliardi di euro riportando in positivo la bilancia commerciale tra import ed export.

Anche i dati diffusi per il settore dell’ortofrutta, confermano questo comparto come strategico per l’agroalimentare italiano di cui rappresenta il 20% con oltre 15 miliardi di euro di giro di affari (un terzo destinato all’export), che ha registrato nei primi 5 mesi un balzo in export: +9,4% in volumi e +11,9% in valore (Fonte Ice-Agenzia).

Regno Unito a parte, a causa della Brexit (dove l’export di ortofrutta ha registrato un calo del 34,1%), il made in Italy dei freschi cresce su tutti i suoi principali mercati: +13,3% in Germania, +6,5% Francia, +14% Austria, +7% Svizzera, +22,1% in Spagna, +18,5 Paesi Bassi. In calo, per contro, sempre nei primi 5 mesi, le importazioni che evidenziano un -9,2% in quantità e un -9,6% in valore.

Intanto, i numeri dell’edizione della ripartenza parlano di 800 espositori (400 quelli della versione Digital), di cui il 20% da Paesi stranieri con importanti new entry quali il Libano, la Georgia, Cuba, Panama e Indonesia. Circa 500 i buyer internazionali, di cui una parte in presenza ed una parte in collegamento digitale.

Il Ministro all’Agricoltura Stefano Patuanelli presente al taglio del nastro insieme ai suoi predecessori Maurizio Martina, ora nel ruolo di direttore generale della FAO, partner della fiera, e l’europarlamentare Paolo De Castro, ha ripreso, nel suo discorso, il tema della necessità di una riforma fiscale sul costo del lavoro agricolo.

“È necessario – ha detto Patuanelli – mettere mano ad una riforma fiscale partendo proprio dal costo del lavoro in agricoltura perché la manodopera che pure è essenziale in questo settore, è ormai diventata una criticità che lascia margini di spazio a fenomeni dell’illegalità come il caporalato. È importante inoltre lavorare ancora di più sulla gestione del rischio in agricoltura che, per il cambio climatico in atto, non è più una questione intermittente o eccezionale. Bisogna uscire dalla logica degli indennizzi agli agricoltori e costruire una politica basata sul sostegno e la gestione del reddito agricolo. A questo proposito, il mondo delle assicurazioni va stimolato attraverso l’intervento pubblico affinché non renda troppo esosa per i produttori, la copertura del rischio. È impensabile che ancora oggi, ci siano regioni che registrano solo il 7% dei produttori assicurati”.

Molti gli strumenti della ripartenza, non solo le risorse europee della Pac (in discussione) e del PNRR, o anche fondo complementare sui contratti di filiera da 1,2 miliardi di euro, ma anche, come a sottolineato Paolo De Castro, la Direttiva sulle pratiche sleali che si sta recependo in Italia. “Il settore ortofrutticolo – ha detto De Castro – soffre di uno schiacciamento del valore lungo la filiera e la direttiva sulle pratiche sleali, ora in discussione alle Camere, offre uno strumento in questa direzione”.

Tra le Regioni più virtuose che portano avanti la potenza agroalimentare italiana c’è l’Emilia-Romagna, che ospita la fiera, storico polo produttivo ortofrutticolo italiano.

“Quest’anno l’Emilia-Romagna  vede crescere il Pil del settore agroalimentare di un 10-11%– ha detto il governatore Stefano Bonaccini -, un dato straordinario che ci porta a superare anche i dati del 2019 che, già di per sé era stato un anno record. Tra le notizie positive dell’ultim’ora: la nostra Regione ha ricevuto l’ok dall’Europa per la biennalità delle risorse PSR 2021-2022 il cui importo, 400 milioni, è stato confermato ed  è uguale alle annualità precedenti. Una soddisfazione per una Regione come la nostra in cui l’Agroalimentare è il secondo settore delle esportazioni dopo la Meccanica e la Meccatronica; mentre in Italia siamo la prima regione per quota pro capite di export. Dei 47 miliardi che il PSR 2021-2027 assegna alle regioni, ben 3 sono destinati all’Emilia-Romagna”.

“Stiamo assistendo – ha affermato Maurizio Martina, DG FAO – ad un cambio radicale dei modelli agricoli e alimentari. Le chiavi per incrementare la competitività delle nostre imprese sul mercato globale, dove si giocano sfide delicate e complesse, sono la sostenibilità e l’educazione alimentare”.

Tra gli eventi organizzati direttamente da Macfrut in programma quest’anno, ci sono il Macfrut Field Solution con prove in campo in presa diretta, ospitate in un apposito padiglione; Acquacampus sul tema del risparmio idrico; International Asparagus Days; Retail for the future sulla moderna distribuzione italiana; Italian Berry Day sui piccoli frutti; il congresso internazionale delle biosoluzioni. Posto di riguardo per la Sardegna, Regione partner dell’edizione 2021.

Poco prima del taglio del nastro sono stati premiati Paolo Lucchi, ex sindaco di Cesena, con il premio ‘Macfrut 2021 per lo sviluppo del settore’, per avere portato l’evento, a suo tempo, a Rimini, dimostrando lungimiranza e coraggio di fronte ad una scelta che allora era considerata impopolare. Il secondo premio, per l’internazionalizzazione, è andato Ines Aronadio di Ice-Agenzia “per il grande contributo fornito allo sviluppo e all’internazionalizzazione di Macfrut”.

Mariangela Latella