POLEMICA SULL’ACCORDO TRA PORTO DI RAVENNA E COLDIRETTI: “LA COOPERAZIONE NON È STATA COINVOLTA”

E’ polemica sul protocollo fra Coldiretti, l’Autorità portuale di Ravenna, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Ravenna su logistica e trasporti per potenziare gli scambi commerciali dell’agroalimentare Made in Italy fimrato oggi a Macfrut.

Sulla notizia infatti non è mancata la piccata replica del mondo cooperativo emiliano romagnolo e in particolare da Legacoop Romagna e Confcooperative Romagna.

“Apprendiamo dalla stampa che il 7 settembre (oggi, ndr) al Macfrut verrà firmato un accordo dal titolo “Farm to port” tra l’Autorità di sistema portuale di Ravenna, Comune di Ravenna, Regione Emilia Romagna e Coldiretti”, premettono le due associazioni.

“Non c’è alcun dubbio che il tema dello sviluppo della filiera agroindustriale e in particolare del settore ortofrutticolo debba passare da un ripensamento complessivo del sistema logistico e che in questo contesto il porto di Ravenna rappresenti, ora più che mai, il terminale naturale per far crescere progetti industriali e pianificare investimenti. Noi come cooperatori abbiamo posto tale questione già da molti anni purtroppo senza successo. Leggiamo ora, e conveniamo, che il proposito del protocollo d’intesa da sottoscrivere al Macfrut,è quello di far diventare il porto di Ravenna lo scalo principale del centro nord per l’agroalimentare. Pur non conoscendo nel merito né il protocollo citato né il progetto che immaginiamo, l’accompagni, salutiamo positivamente il fatto che si cominci a ragionare concretamente di tali opportunità per il settore agroalimentare e per lo scalo ravennate”.

“Ciò che ci stupisce — e che ci auguriamo abbia una logica spiegazione — è che si arrivi alla sottoscrizione dell’accordo senza alcun coinvolgimento del mondo associativo e delle organizzazioni cooperative che nel settore rappresentano le principali aziende nazionali del settore”, sottolineano Mario Mazzotti e Mauro Neri, rispettivamente presidenti di LegaCoop Romagna e Confcooperative Romagna.

“Senza nulla togliere alla Coldiretti, sicuramente una importante associazione agricola, ci pare fortemente limitativo, per non dire altro, sottoscrivere una intesa così importante con una sola associazione, senza peraltro coinvolgere la cooperazione agroalimentare, che rappresenta in Regione la maggioranza del prodotto ortofrutticolo e vitivinicolo fresco e trasformato.

Siamo e restiamo convinti che anche su questo terreno la logica concertativa che ha ispirato il patto per il lavoro e per il clima debba prevalere. Attendiamo fiduciosi dalle istituzioni coinvolte un segnale di apertura del confronto”.