GECO2, AGRICOLTORI (E APOFRUIT) IN PRIMA FILA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Gli agricoltori sono in prima fila contro il cambiamento climatico: è quanto emerso dalla presentazione del progetto europeo GECO2, svolta al Macfrut, nello stand di Apofruit Italia.

La grande cooperativa dell’ortofrutta partecipa alla sperimentazione mettendo a disposizione il know how dei suoi tecnici e dei suoi soci, come ha spiegato nel saluto di apertura il presidente Mirco Zanotti, affiancato nella presentazione dei dati dal tecnico agronomo Alberto Aldini.

GECO2 ha come obiettivo quello di costruire un mercato volontario dei crediti di carbonio dedicato al settore ortofrutticolo. Grazie a nuove e più sostenibili pratiche agricole — questa l’idea — è possibile controbilanciare una parte delle emissioni di gas serra catturando e immagazzinando la CO2 nel suolo e nelle biomasse. Queste attività svolte dagli agricoltori possono essere valorizzate, vendendo i crediti così acquisiti ad altre aziende, interessate a raggiungere la neutralità carbonica e a qualificare dal punto di vista ambientale i loro prodotti.

Nelle sue conclusioni l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha evidenziato come il progetto sia la conferma dell’interesse e delle azioni che la filiera agricola ha messo in campo per contrastare il cambiamento climatico. È possibile coniugare produttività e sostenibilità se si continuerà a investire su tecnologia e rinnovamento, fornendo ad aziende e agricoltori gli strumenti economici, strategici e di ricerca di cui hanno bisogno per arginare l’emergenza climatica, proprio come GECO2 vuole fare.

Molto animata la tavola rotonda intitolata “Agricoltura in prima fila contro il cambiamento climatico, il ruolo della cooperazione agroalimentare” a cui hanno preso parte il direttore generale di Apofruit Italia, Ernesto Fornari, il presidente di Legacoop Agroalimentare nazionale, Cristian Maretti, il Responsabile dell’Istituto Agronomico del Mediterraneo CIHEAM di Bari, Vincenzo Verrastro, il responsabile Agroalimentare di Legacoop Romagna, Matteo Marchi, e il data scientist di Arpae Emilia-Romagna, Antonio Volta.

Per Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit: “GECO2 è un progetto interessante e innovativo, che si sposa perfettamente alle politiche che, come Apofruit, portiamo avanti da sempre e che cerchiamo di incentivare. È fondamentale spiegare le potenzialità del progetto e di come certe pratiche agricole possano aiutare i terreni a rigenerarsi e a combattere il cambiamento climatico utilizzando pratiche che non danno solo benefici all’ambiente ma anche ai consumatori e a tutta la filiera”.

Dello stesso parere è anche Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare nazionale, per cui “È venuto naturale per noi, nella concezione di questo progetto, rivolgerci ad Apofruit, vista la nostra lunga e reciproca collaborazione e conoscenza. La percezione sulle tematiche ambientali è cambiata radicalmente negli anni e così l’impegno di tutta la filiera. Confidiamo che la possibilità di acquisto dei crediti troverà in interlocutori cooperativi una grande attenzione. Sarà fondamentale quindi coinvolgere tutta la filiera insieme ai consumatori perché possano sostenere questo progetto e dargli la forza di continuare”.

“L’agricoltura è chiamata a fare la propria parte nella lotta al cambiamento climatico e quindi sarà determinante che la cooperazione agricola e industriale agisca in prima persona”, ha concluso Matteo Marchi, responsabile Agroalimentare di Legacoop Romagna. “La nostra finalità di aggregare e creare progetti di sinergia di tipo lavorativo, culturale e sociale, è il motivo per cui crediamo in progetti come GECO2, perché in grado di fare il bene alle comunità che vogliamo rappresentare”.

“Se un agricoltore può misurare e monetizzare le attività di stoccaggio della CO2 è stimolato a impegnarsi ulteriormente nella lotta ai cambiamenti climatici”, ha spiegato il project manager Antonio Cinti nel suo intervento. “Le imprese trasformatrici sono sensibilizzate sulle loro emissioni e possono sfruttare i crediti come una importante leva di marketing per aumentare il valore aggiunto dei propri prodotti. Infine le comunità locali inoltre godrebbero di migliori condizioni ambientali e della disponibilità di prodotti più ecologici sia freschi che trasformati. Ci aspettiamo risultati vantaggiosi per tutti”.

Finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia dell’Unione Europea, GECO2 si sviluppa nelle regioni adriatiche tra Italia e Croazia. Otto i partner guidati dalla capofila Arpae Emilia-Romagna: Legacoop Romagna, le Regioni Marche e Molise, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Rera sd per il coordinamento e lo sviluppo della Provincia di Spalato Dalmazia, Agrra-Zara e la Regione di Dubrovnik Neretva.