OP ROSSA DI SICILIA, IL BILANCIO DI MACFRUT E UNO SGUARDO SUL FUTURO: “SERVE PROGRAMMAZIONE”

Anche l’OP Rossa di Sicilia ha partecipato al Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta al centro fieristico di Rimini che ha chiuso i battenti ieri.

Una tre giorni che ha segnato non solo la ripresa delle manifestazioni in presenza dall’inizio della Pandemia Covid 19, ma anche l’occasione per celebrare “l’anno internazionale dell’ortofrutta”, dichiarato dalla FAO.
“L’OP Rossa di Sicilia non poteva mancare all’appuntamento dopo un anno e mezzo di fermo – commenta il presidente Giuseppe Di Silvestro – un’occasione preziosa di confronto”. Al centro dei tanti momenti di dibattito, uno dei settori più strategici dell’agroalimentare italiano. L’ortofrutta infatti vale oltre 15 miliardi di euro, di cui un terzo destinato all’export (nel 2020 5,144 miliardi di euro: +3,8% sul 2019). Gli italiani sono i maggiori consumatori di frutta e verdura a livello europeo.
“Per i consumatori italiani che richiedono un prodotto qualitativamente superiore è necessario lavorare sull’innovazione” ha sostenuto Di Silvestro.
E proprio i temi sui nuovi comportamenti di consumo, l’innovazione varietale, le prospettive nei mercati internazionali ma anche le nuove frontiere dell’agricoltura 4.0, una vera e propria rivoluzione tecnologica, sono stati gli assi portanti del macfrut 2021.
“Siamo alla vigilia di una stagione di innovazione nell’ortofrutta – sostiene Di Silvestro – che gravita attorno anche al Green Deal, che cambierà la vita di tutti noi cittadini dato l’obiettivo ambizioso di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 nell’UE, e alla nuova Pac.
Un comparto, quello del biologico, che stando agli ultimi dati elaborati da Ismea oggi ricopre 1.993.236 ettari a livello nazionale, 35 mila ettari in più rispetto al 2018. L’Italia è il terzo Paese in Europa per estensione di superficie biologica dopo la Spagna (2.246.000 ha) e la Francia (2.034.000 ha), con 80.643 aziende attive del settore, in crescita.

“I prodotti bio che gli italiani mettono principalmente nel carrello ad oggi – riporta Di Silvestro – sono le banane, mele e arance, in netta espansione nell’ultimo anno attraverso il canale dell’e-commerce.
“Il nostro comparto – prosegue – ha bisogno di una migliore organizzazione e programmazione nel breve e nel lungo periodo, in grado di aprire nuovi mercati agendo con una maggiore efficacia sulla tutela dei prodotti italiani e siciliani in particolare, sulla salute dei consumatori ed in definitiva migliorare la competitività delle imprese della filiera sui mercati globali. Siamo ancora in attesa di un Piano nazionale agrumicolo capace di sostenere le aziende nel complesso processo di innovazione, necessario e non più rinviabile. A questo devono affiancarsi azioni di prevenzione e controllo, per contrastare sia forme di sleale concorrenza sia l’arrivo di nuovi viroidi. Tra le note dolenti anche il malfunzionamento dei Consorzi di Bonifica che non erogano acqua con regolarità. La nostra Regione, e Catania in particolare, deve fare i conti non soltanto con il virus Tristeza che di fatto ha già distrutto decine di migliaia di ettari, ma anche con nuove fitopatie che vanno fermate intanto regolando le importazioni di materiale e adottando i criteri di prevenzione e che sono già scritti ma che non vengono rispettati. Nel catanese si concentra il 57% delle produzioni nazionali di agrumi, con oltre 10 milioni quintali di arance, 4 milioni di limoni, 600 mila di mandarini e 500 mila quintali di clementine all’anno, e rappresenta i 2 terzi del raccolto nazionale.

L’OP è una società cooperativa agricola costituita nel 1997, con l’obiettivo di organizzare e commercializzare, in ambito nazionale e internazionale la produzione agricola proveniente dalle cooperative e associazioni ad essa associate. Nel dicembre 2001 Rossa di Sicilia ha ottenuto il riconoscimento giuridico di “Organizzazione di Produttori” e nel novembre 2005 ha arricchito il suo paniere grazie all’inserimento di produzioni ortofrutticole. Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP ed all’organismo di controllo Check fruit, si trova alla zona industriale di Caltagirone, uno stabilimento circa 6mila metri quadrati, e conta 336 produttori, tra soci singoli e soci aderenti alle 11 cooperative.