AGROCEPI, AI BLOCCHI DI PARTENZA 8 NUOVI CONTRATTI DI FILIERA

Pronti per partire altri otto contratti di filiera promossi da Agrocepi. Lo ha annunciato Corrado Martinangelo (nella foto), presidente del sindacato agroalimentare che abbiamo incontrato a Macfrut nello stand collettivo realizzato in collaborazione con Ortoromi, subito dopo un suo incontro di confronto con il nuovo presidente di Ismea, Angelo Frascarelli.

Ci può dare qualche anticipazione sui contenuti del confronto, appena concluso, con Frascarelli?

“Abbiamo fatto un resoconto veloce delle misure Ismea disponibili – ci spiega Martinangelo – ed io ho riproposto il tema delle garanzie pubbliche sui contratti di filiera”.

In che senso?

“Le imprese che vogliono investire, spesso, ricorrono al finanziamento bancario sottoscrivendo un mutuo con gli istituti di credito che richiedono garanzie reali come l’ipoteca. Ho parlato con Frascarelli della possibilità di applicare anche ai contratti di filiera le garanzie che può dare Ismea che, in quanto garanzie statali, faciliterebbero molto lo sviluppo delle imprese agricole”.

Ma non esiste già uno strumento del genere per le imprese agricole?

“Per i contratti di filiera c’è un limite. Secondo un’interpretazione sia del Mipaaf che del Mise, non si potrebbero applicare in questi casi. Agrocepi, circa un anno fa, ha sensibilizzato l’attenzione del mondo politico su questo tema. Oggi si lavora anche per trovare una giusta misura che preveda la possibilità delle garanzie Ismea anche per le imprese che aderiscono ai contratti di filiera”.

Il Ministro Patuanelli ha annunciato all’inaugurazione del Macfrut, l’apertura di un fondo complementare di ulteriori 1,2 miliardi di euro per gli accordi di filiera.

Quali progetti di sviluppo potrebbe comportare per le vostre filiere?

“Siamo già pronti con nuovi progetti. Nel frattempo, il ministero ha annunciato un quarto bando, che si chiuderà il 30 settembre prossimo e a cui ne seguirà un quinto. Questo permetterà a nuovi contratti di filiera che hanno partecipato alle graduatorie, di rientrare nei bandi. Noi ci rientreremo con progetti in diversi settori”.

Quali?

“Olio, ad esempio, frutta secca, latte, suino nero e ben tre sull’ortofrutta del centro-nord in cui sono coinvolte delle Op quali, ad esempio, le Op Natura e Rheaura. Inoltre, abbiamo anche presentato un progetto importante sui funghi, realizzato in collaborazione con il Consorzio Funghi di Treviso. Così facendo, stiamo dando voce ad una grande specificità colturale italiana. Non solo a Treviso. Aderiscono al progetto anche aziende pugliesi quali De Biasi, Funghitalia e MìPulia”.

State sviluppando il contratto di filiera sulla frutta in guscio. Areflh, l’Associazione delle regioni ortofrutticole europee, su questo tema, sta costituendo una commissione sulla nocciola. Perché la Campania che ha una grande tradizione corilicola, non è entrata in Areflh?

“È un’adesione che stiamo ancora concertando con la Regione. Da presidente nazionale di Agrocepi, fiero delle sue origini campane, ho sollevato la questione che è all’esame dei decisori politici”.

Quali sono gli ostacoli?

“Probabilmente c’è stata anche qualche disattenzione. Un anno fa si è insediata la nuova Giunta e confido molto sul nuovo assessore all’Agricoltura, Nicola Caputo che conosco anche personalmente”.

Come procede il percorso di crescita di Agrocepi?

“Work in progress. Al momento, siamo presenti in tutte le regioni del Mezzogiorno”

Nella politica europea e nazionale, il settore Biologico è destinato a rivestire un’importanza sempre crescente. Avete in graduatoria contratti di filiera Biologica o comunque avete in programma di farne?

“Tutti i nostri nuovi contratti di filiera sono legati a delle scelte green e non solo Bio. Le nostre imprese vanno anche oltre il Bio perché il tema trasversale ai nuovi accordi è quello della sostenibilità”.

Mariangela Latella