FRUTTA ESOTICA, MERCATO STABILE. L’ANALISI DI LUCA BATTAGLIO E I POSSIBILI SCENARI FUTURI

“In un mercato con un consumo tendenzialmente stabile, la qualità dell’offerta è ciò che fa la differenza”.

Questo il commento alle performance del mercato della frutta esotica da parte di Luca Battaglio (nella foto), presidente dell’omonimo gruppo, che seleziona e importa la frutta tradizionale ed esotica,
in particolare banane, ananas e avocado, oltre a tante tipologie di frutta fresca e ortaggi in controstagione. Si tratta di parole che riflettono lo scenario del consumo della frutta più in generale,
che Battaglio ritiene caratterizzato da consumi non particolarmente brillanti quest’anno su tutti gli articoli.

“Il mercato appare tranquillo: non preoccupa ma nemmeno entusiasma”, riferisce. Luca Battaglio prende in esame per noi le performance del singolo frutto esotico, tracciandone le potenziali prospettive. Le banane: “Questo è stato un anno in cui noi importatori abbiamo continuato a non far arrivare troppe banane nel periodo estivo. Quindi non abbiamo vissuto momenti speculativi durante la primavera, cosa che succedeva anni fa, ma tantomeno abbiamo sofferto catastrofi durante l’estate”. Battaglio ha, quindi, cercato di equilibrare l’offerta, “attività più difficile da realizzare con gli altri prodotti”. Un aspetto che calmiera l’offerta è legato tra l’altro alla mancanza generale di contenitori, dovuto a diversi fattori, e “la difficoltà di caricare facilmente volumi importanti”.
Ananas, il discorso non è molto diverso: “Abbiamo vissuto una stagione senza grandi speculazioni, rileviamo po’ di difficoltà di consumo, ma galleggiamo”.
Mango, avocado, papaya e frutti minori: consumo regolare, equilibrio tra domanda e offerta.
“L’importazione di questi prodotti – precisa l’imprenditore piemontese – è più facile da gestire perché si tratta di carichi più contenuti”.
In questo panorama di mercato non interessato da trend di crescita, se c’è un prodotto che sta
dando interessanti segnali di aumento di consumo è l’avocado.

“Si tratta di un trend che auspico porti l’Italia, che ora è fanalino di coda in Europa per i consumi di
questo prodotto, a raggiungere i livelli degli altri Stati europei”, afferma Battaglio. E precisa:
“L’Italia, da Paese tradizionalista conosceva poco l’avocado, ma ora si sta inserendo in una dinamica già consolidata negli altri Paesi europei che apprezzano questo prodotto, e i consumi stanno crescendo”. La differenza tra il consumo pro-capite in Italia e il resto d’Europa è ancora notevole e quindi ci sono spazi significativi di crescita. “Ora il consumatore lo cerca e la distribuzione lo propone con maggior attenzione”, conclude in proposito Battaglio.
Il Covid? Ha inciso in modo importante nella famosa prima ondata “in cui si è assistito ad un acquisto schizofrenico di prodotti considerati primari e salutistici e di quelli più facilmente conservabili”. Per quanto riguarda la frutta esotica, questa tendenza “ha giocato negativamente su questi prodotti”. Da contraltare si è verificata un’impennata dei consumi dei prodotti confezionati, di lunga conservazione e della frutta convenzionale. “Passata quell’ondata – sottolinea il titolare del gruppo torinese – il mondo intero si è normalizzato e adesso non si notano grandi differenze nel mercato rispetto al prima-Covid”. Ecco che attualmente il consumo di frutta esotica appare stabile, ma “dobbiamo essere bravi a modulare l’offerta”. In tal senso, Battaglio precisa: “Stiamo lavorando in modo attento sull’avocado e abbiamo, già da qualche anno, realizzato un investimento in Colombia, al fine di garantirci una significativa produzione diretta, di nostra proprietà”.
Il futuro cosa riserverà per il mercato della frutta esotica? Battaglio si aspetta un sempre minor
gap tra l’acquisto di frutta convenzionale rispetto a quello di frutta esotica: “I frutti esotici possono rientrare nella tradizione di consumo degli italiani rispetto a un passato in cui erano vissuti come alieni e adatti solo a occasioni particolari”. Sensazioni positive, alla fine. Ma ad una condizione:
“Il nuovo atteggiamento verso la frutta esotica va da noi facilitato e valorizzato con l’offerta di prodotti di qualità e con il servizio che sapremo offrire, noi tutti attori della filiera, dalla distribuzione fino agli importatori e produttori”.

Stefania Tessari

(fonte: Corriere Ortofrutticolo numero 6)