MELE, VOG AI NASTRI DI PARTENZA: “PER LA GALA STAGIONE QUASI PERFETTA”

Buona la campagna mele del Consorzio Vog. Da una decina di giorni è iniziata la raccolta delle Gala, in ritardo di una settimana, ma qualità, pezzatura e volumi sono in linea con gli standard degli altri anni. Intanto, nell’anno del venticinquesimo anniversario del gruppo altoatesino, sta per partire una nuova campagna di advertising mentre, d’altro canto, rallenta la corsa al Bio.

Ne parliamo con Walter Pardatscher (nella foto), direttore generale di VOG, il Consorzio delle Cooperative Ortofrutticole dell’Alto Adige, in un’intervista raccolta durante l’ultima edizione di Macfrut che si è concluso la settimana scorsa.

Come sta andando la campagna?

“Da poco abbiamo iniziato la raccolta delle Gala. Quest’anno il raccolto è di qualità elevata. L’avere una stagione ritardata di una settimana ha fatto sì che le mele abbiano adesso la possibilità di beneficiare del clima autunnale con notti fresche. Fattori, questi, che hanno favorito la colorazione dei frutti e hanno portato ad una pezzatura al di sopra delle aspettative in una stagione, per contro, caratterizzata da mele piccole. Per cui direi che la campagna delle Gala, che rappresentano ormai un quarto della nostra produzione, è quasi perfetta”.

Che intende per ‘quasi’?

“Semplicemente che non esiste in natura un concetto di perfezione assoluta”.

Può darci qualche dato di previsione sugli sviluppi della campagna?

“Con le Gala, che, come dicevo è una varietà molto importante per noi, siamo intorno ai 12-13 mila vagoni di produzione. Ma non sono dati definitivi perché la raccolta deve terminare. Per quanto riguarda la campagna melicola europea, in generale, direi che i dati coincidono con le previsioni fatte da Prognosfruit, e in alcuni casi i volumi sono superiori, come ad esempio, sembra stia accadendo in Polonia”.

E per quanto riguarda il consorzio Vog?

“Noi abbiamo una produzione in linea con gli altri anni. Nello specifico stimiamo di superare le 500mila tonnellate per tutta la campagna”.

La partenza in ritardo della raccolta è stata causata dalle condizioni climatiche?

“Si, in particolare dalle gelate primaverili. All’inizio stimavamo un ritardo di due settimane ma poi in estate c’è stato il recupero con una stagione piovosa che ha ridotto il ritardo di una settimana”.

Marlene sta partendo con un nuovo progetto di marketing. Di che si tratta?

“Quest’anno il nostro marchio festeggia 25 anni. Abbiamo pensato di celebrarlo anche con un progetto innovativo di comunicazione. Tutto è iniziato con il primo video lanciato quattro anni fa a Berlino che, quest’anno, abbiamo aggiornato incentrandolo sul tema del racconto. Raccontiamo la produzione, le attività in campo, la vita dei nostri contadini, il raccolto, per far capire al consumatore cosa significa coltivare mele. Abbiamo inoltre rivisitato i bollini che applichiamo sui frutti. Il tradizionale bollino blu sarà sostituito da uno stagionale in cui verranno raffigurate le foto selezionate nel contest fotografico dell’anno scorso, che rappresentano le quattro stagioni. Ogni stagione avrà la sua foto sul bollino”.

Farete anche advertising in TV?

“Sì, con il filmato che abbiamo reso disponibile in diversi formati, da 6 secondi a 90, partiremo con campagne su tutti i nostri canali inclusi i social e le tv nazionali”

Come stanno andando i nuovi mercati, appena aperti, di Taiwan e Vietnam?

“Sono strategici ma al momento non stiamo mandando molti quantitativi. Non sono facili da raggiungere ed arrivarci è stata una bella avventura. Sono mercati esigenti che implicano anche molta burocrazia”.

Ma danno soddisfazione commerciale?

“Sì. Sono mercati importanti, di elevata qualità e con una certa aspettativa”.

Nel senso che la domanda c’è?

“Sì e noi, che puntiamo molto sulla qualità, cerchiamo anche mercati che richiedono qualità”.

L’Europa pone degli obiettivi specifici sulla crescita della produzione biologica, il 25% delle superfici entro il 2030. Come sta andando per le mele dell’Alto Adige?

Tutti abbiamo superato il 10% di superficie coltivata in Bio ma ad essere sinceri la nostra corsa al Bio è rallentata perché abbiamo riscontrato che la domanda non è cresciuta di pari passo con l’offerta. Questo ha fatto rallentare il nostro trend di crescita. È necessario che la politica garantisca che, a fronte dell’aumento delle produzioni biologiche, cresca anche la domanda”.

L’Italia potrebbe arrivare al 25% delle superfici coltivate a Bio anche senza le mele?

“Direi di sì ma l’obiettivo è quello di crescere tutti i modo proporzionato”.

Mariangela Latella