NON IL COVID MA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO FA CANCELLARE IL PMA DI NEW ORLEANS

Prima l’uragano Ida, ai primi di settembre, con il suo passaggio devastante e il suo carico di morti e di danni provocati dal vento e dagli allagamenti, poi, qualche giorno fa, la tempesta tropicale Nicholas, che ha colpito le stesse zone degli States, hanno messo in allarme la Produce Marketing Association, organizzatrice del  PMA Fresh Summit, previsto a New Orleans il prossimo ottobre, fino al punto di cancellare il congresso che per tradizione si accompagna anche ad una fiera, costituendo (summit + fiera) la più importante manifestazione degli Stati Uniti per il settore ortofrutticolo e una delle principali al mondo.
La regione tra il delta del Mississippi e il Golfo del Messico, dove appunto New Orleans si trova, è particolarmente soggetta ad eventi meteo estremi. Il cambiamento climatico in atto li ha moltiplicati e ulteriormente acuiti.
“Abbiamo sperato di portare il settore a New Orleans in ottobre ma non possiamo correre il rischio di non farcela. Un esplosivo mix climatico, tra uragano e tempesta tropicale, ci costringe a dichiarare l’impossibilità di svolgere il Fresh Summit 2021”, ha dichiarato ieri, venerdì 17 settembre, Cathy Burns (nella foto in un momento del videomessaggio), CEO di PMA in un video messaggio. 
“Un evento delle dimensioni del nostro – ha precisato Burns – richiede uno sforzo organizzativo di settimane e non possiamo essere certi di realizzare per tempo tutte le infrastrutture necessarie. Siamo consapevoli di far perdere al settore una grande opportunità per circostanze che non si potevano prevedere e ne siamo molto rammaricati”.
Il PMA ha ricevuto sempre una grande attenzione da parte delle aziende ortofrutticole italiane, non solo per gli sbocchi commerciali (che come noto non sono facili per la forte concorrenza degli esportatori dell’America Latina) ma per la capacità di proporre soluzioni innovative sia dal punto di vista agronomico e tecnologico sia dal punto di vista del marketing.