RIVOIRA, MELE BRASILIANE AI BLOCCHI DI PARTENZA: “SCONVOLGERANNO IL MERCATO”

“Sconvolgeranno il mercato”. Marco Rivoira è convinto: il progetto delle tre nuove varietà di mele, di origine brasiliana, denominate Luiza, Venice e Isadora, pronto a partire (verrà ufficializzato con un importante annuncio a Fruit Attracion a Madrid il prossimo ottobre, con presentazione del brand mondiale a Berlino, alla prossima Fruit Logistica), darà un’autentica scossa al comparto.

Marco Rivoira

Sulle tre tipologie di mela, di categoria premium, subacide ed extra sweet con grado brix fino a 16-18 punti, il Gruppo Rivoira sta investendo moltissimo acquisendo i diritti. Il programma è ben definito e ambizioso ed è ai blocchi di partenza: “Quest’anno abbiamo messo a dimora le prime 30mila piante”, annuncia l’imprenditore piemontese. “L’anno prossimo se ne aggiungeranno altre 125mila, mentre nel 2023 addirittura altre 370mila. L’obiettivo è arrivare entro il 2024 con 200 ettari coltivati”. La prima varietà, la più precoce, Luiza, matura a metà agosto, come Gala, di cui rappresenta sulla carta l’alternativa di alta gamma. “Un periodo dove sul prodotto premium non c’è quasi concorrenza”. Tra fine settembre e l’inizio di ottobre sarà la volta quindi di Venice, con caratteristiche simili a Luiza mentre Isadora , è una tardiva che corpirà i 12 mesi di commercializzazione.

Tra le caratteristiche comuni, oltre all’elevata qualità e l’alto grado brix, spicca la raccolta del frutto maturo dalla pianta, garantendo con le tre cultivar un prodotto premium 12 mesi l’anno. “La nostra ambizione – sottolinea Rivoira – è creare inoltre un sistema che certifichi la costanza qualitativa della mela e il fatto che viene raccolta dalla pianta già matura. Un modo per garantire, nero su bianco, un gusto elevato costante nel tempo. Un concetto che sono convinto potrà rivoluzionare tutto il comparto”.

Ambrosia, avanti tutta

Per quanto riguarda, invece, le altre tipologie di mele già presenti sul mercato, Ambrosia, ancora una volta, promette molto bene. “I volumi sono leggermente superiori allo scorso anno (+5% circa) grazie a nuovi impianti ma le richieste sono talmente elevate, da tutta Europa e non solo, che non ci saranno mele sufficienti per tutti”, spiega l’amministratore delegato del gruppo cuneese. “La domanda supera abbondantemente l’offerta. Garantire l’alta qualità nel tempo e con costanza paga, rendendo questa mela a club remunerativa per il produttore”.

Rivoira scommette che questa stagione possa essere ancora più premiante per le varietà a club, già in forte crescita negli ultimi anni. “Con Pink Lady in calo del 15% in termini di volumi, ci sarà più spazio per le altre mele a club”. Buone aspettative quindi per Crimson Snow (i partner sono in Piemonte Rivoira e Sanifrutta e in Alto Adige Vog, Clementi e, per il biodinamico, Bio Meran), la mela tardiva in grado di arrivare sul mercato fino ad agosto, “mantenendo alta qualità e contrastando il prodotto importato dall’Emisfero Sud”. Proseguiranno inoltre i test per le “mini mele” gialle da mangiare anche come snack, “che garantiscono qualità straordinaria”.

Ottime prospettive pure per il progetto Kissabel – in Italia Rivoira aderisce assieme a Vog, Melinda, Vip, e La Trentina – i cui nuovi raccolti sono in procinto di partire.

Volumi in calo per Gala, fino al -50% per Red Delicious

Per le varietà più tradizionali il calo produttivo stimato in Piemonte si aggira tra il 10 e il 12%, spiega Rivoira, “con alcuni picchi importanti, come per Red Delicious che in certi areali vedrà una riduzione di raccolto fino al 50%. Per Gala si prevede fino ad un -13%, con qualità comunque buona, e pezzatura in recupero. Cercheremo di sostenere le vendite senza abbassare i prezzi, dal momento che i costi addizionali causati dall’aumento dei costi della materie prime e della logistica hanno creato non pochi problemi. Nonostante l’agguerrita concorrenza estera su Gala sono comunque cautamente ottimista vista anche la duttilità di questa mela. Ci sarà comunque da battagliare sui prezzi con la rincorsa a promozioni e sconti, che molte catene sono solite adottare in questo periodo dell’anno. È giunto il momento di eliminare la logica del prezzo e delle promozioni spinte ed acquisire il concetto di vendita di prodotti premium con gusto di alta qualità costante nel tempo con riacquisto rapido e ripetuto da parte del consumatore, attirato dalla bontà del frutto. Serve insomma ridefinire gli standard qualitativi delle mele e di tutta la frutta”.

Emanuele Zanini