LE RICHIESTE DEL GREEN DEAL, VERNOCCHI: “RIDURRE I PESTICIDI DEL 50%? FINIRÀ CHE NON AVREMO PIÙ PERE”

Dobbiamo ridurre i pesticidi del 50% entro il 2030? Finirà che in Italia non avremo più pere. E sì che siamo i principali produttori d’Europa”.

Ad affermarlo sulle colonne del Sole 24Ore è Davide Vernocchi (nella foto), coordinatore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative. “La coltura del pero ha visto calate i raccolti fino all’80% negli ultimi anni a causa della cimice asiatica e della recrudescenza di altre malattie funginee”, spiega Vernocchi. “SE dobbiamo rinunciare anche ad un solo principio attivo tra quelli ammessi per la difesa della coltura, la coltivazione del pero sarà destinata a sparire”.

Oltre al dimezzamento dei fitofarmaci, all’agricoltura europea il Green Deal chiede, entro il 2030, di ridurre del 20% l’utilizzo dei fertilizzanti e di aumentare la superficie coltivata a biologico dall’attuale 8% al 25% del totale, precisa il Sole. Gli obiettivi sono ambizioni, ma la messa a terra, in termini di ricadute economiche, rischia di rivelarsi costosa per gli agricoltori, e a cascata anche per i consumatori, sottolinea ancora il quotidiano economico. Gli studi del Joint research center, consulente all’UE, hanno calcolato che la strategia verde voluta da Bruxelles porterà ad un calo della produzione agricola tra il 5 e il 15%. Si stima inoltre un aumento del prezzi per i consumatori attorno al 10% dovuto alla maggiore dipendenza dalle importazioni.

“Prima di vietare un prodotto chimico essenziale – aggiunge Vernocchi – bisogna mettere a disposizione un’alternativa. Ci sono coltivazioni, come il basilico o il pesco, che non sono diffuse a livello globale ma sono presenti soltanto in alcune aree del pianeta. Per sviluppare nuove molecole occorrono centinaia di milioni di euro che le grandi multinazionali devono investire per finanziare la ricerca. Accetteranno di produrre e mettere in commercio molecole destinate solo alla difesa di peculiarità produttive presenti solo in alcuni territori ristretti? Ho forti dubbi”.

(fonte: Il Sole24Ore)