NOCI, LA LOCOMOTIVA EMILIA ROMAGNA SARÀ ANCHE TERRA DI NOCCIOLE E ARACHIDI

Nell’ultimo ventennio il consumo annuo di noci in Italia è passato da 26.000 a 63.000 tonnellate (di cui 49.000 importate), quello di nocciole da 108.000 a 187.000 tonnellate (di cui 70.000 importate). Agricoltori, imprenditori dell’agribusiness e player dell’agroindustria guardano adesso all’Emilia-Romagna per la messa a dimora di nuovi impianti, con l’idea di farne il polo di riferimento in Italia per la produzione e lavorazione del noce e della frutta a guscio in genere.
L’occasione per parlarne e confrontarsi è stata la XVII Giornata della Noce, svoltasi questa mattina all’Azienda agricola San Martino, in provincia di Forlì, capofila insieme alle cooperative di Agrintesa del progetto In-Noce, che coinvolge oltre una ventina di aziende agricole con più di 500 ettari coltivati nel bacino di produzione che va da Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna fino a Bologna e Ferrara. Un esempio ben riuscito di investimento pubblico-privato, che ha potuto contare sulle risorse del PSR regionale.
“Il progetto Noci di Romagna – ha commentato Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa – è partito alcuni anni fa mosso da un grande spirito innovativo: la noce, in questi territori, non era presente mentre oggi registriamo superfici in crescita e risultati soddisfacenti dal punto di vista qualitativo e quantitativo per le produzioni dei nostri soci, veri pionieri del settore. Attualmente possiamo contare su 260 ettari a noceto, anche grazie all’apporto di Agro Noce, il progetto specializzato di Idea Agro, e con i nuovi impianti in fase di sviluppo supereremo i 300 ettari”.
Ha aggiunto il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini: “Il progetto In-Noce e il lavoro portato avanti da Alessandro Annibali negli ultimi vent’anni per sviluppare la nocicoltura del territorio, migliorando le tecniche in campo e il processo di trasformazione del prodotto, la sua distribuzione lungo la filiera fino al consumatore finale, sono un modello da replicare per innovare l’agricoltura e dare vita a una crescita intelligente dell’economia emiliano-romagnola”.
La regione ha visto nascere anche la filiera della noce biologica (in commercio dall’anno scorso), grazie a un progetto del Consorzio noci bio del Delta del Po e della Op La Diamantina in collaborazione con il CRPV

, con circa 170 ettari coltivati nel Ferrarese e nel Ravennate.
Commenta  il padrone di casa Alessandro Annibali, neo eletto presidente dei produttori di frutta a guscio di Confagricoltura Emilia Romagna: “L’Emilia-Romagna è locomotiva della nocicoltura moderna, irrigua e meccanizzata, con il 30% degli impianti intensivi d’Italia e una produzione di qualità – varietà Chandler e Lara -, in parte destinata alla preparazione di snack e barrette nutrizionali 100% made in Italy. Ma non solo. L’Emilia-Romagna sarà anche terra di nocciole e arachidi: ha un potenziale ancora tutto da sfruttare per soddisfare la domanda interna di frutta a guscio ma anche quella di frutta disidratata, offrendo nuovi sbocchi a eccellenze locali quali albicocche, pesche e susine. – Ci sono le condizioni per fare crescere filiere redditizie e di qualità, in grado di ridurre la dipendenza del nostro Paese dalle importazioni. Aggregare gli agricoltori, creare sinergie tra imprese agricole e cooperative, è il nostro obiettivo; daremo agli imprenditori un manuale di buone pratiche agronomiche per guidarli nella nuova avventura, mettendo a disposizione le competenze e la forza commerciale di New Factor”.
Per quanto riguarda il mercato, ha infine sottolineato Annibali, quest’anno le difficoltà delle spedizioni per l’Europa dall’America e l’aumento della domanda mondiale di merci che sta facendo lievitare tutte le materie prime, comprese le derrate alimentari. Una situazione che causerà una diminuzione del prodotto importato nel periodo natalizio.
“Riteniamo quindi che in un momento delicato come questo, sia importante continuare ad investire per non lasciarsi sfuggire nessuna occasione per il rilancio. E per farlo dobbiamo – ha concluso Annibali –  essere uniti, in un’idea di sistema, anche aprendo a collaborazioni con altre Regioni”. E proprio di questo si è discusso durante un incontro della sezione Frutta a Guscio di Confagricoltura Emilia-Romagna tenutasi nel primo pomeriggio di oggi a conclusione della Giornata della Noce.
Chiara Brandi