FRUTTA SECCA, MERCATO PIÙ FORTE DEL CLIMA E DELL’AUMENTO DEI COSTI DI LOGISTICA

Continua a crescere il mercato della frutta secca in Italia. Secondo recenti dati IRI, a maggio 2021 è stato registrato un incremento anno su anno del 3,9% a valore e del 5,3% a volume, con una netta
preferenza per il prodotto sgusciato.

Uno scenario positivo, confermato anche dalle rilevazioni ISTAT sui consumi interni di nuts, che evidenziano una crescita costante nel tempo, generalizzata per tutte le categorie di prodotto.
Abbiamo fatto il punto con Alessandro Annibali (nella foto), AD di New Factor e presidente dell’Azienda Agricola San Martino di Forlì, capofila del progetto di filiera In Noce insieme a Agrintesa, oltre che fondatore di Nucis Italia (rappresentanza italiana di INC, l’International Nut and Dried Fruit Council Foundation) e neo eletto al vertice della sezione Frutta a Guscio di Confagricoltura Emilia-Romagna.

Noci

Iniziamo dalle noci. “I mesi scorsi sono stati caratterizzati da una decisa flessione dei prezzi, trainata dall’invasione dei mercati europei di prodotto proveniente dalla California, dove i produttori di noci hanno goduto di un raccolto importante (+20% sul 2019) e di sovvenzioni interne mirate”, spiega Annibali. Uno scenario complesso che in Italia ha portato ad una perdita del valore del comparto del 4%, nonostante l’aumento dei consumi del 2,8%, aggravatosi ulteriormente tra gennaio e maggio con un -2,4% a volume e -13% a valore (dati IRI, anno terminante maggio 2021). “Ad oggi però la situazione sembra essersi capovolta a causa di una pesante congestione dei traffici marittimi a livello globale e delle gravi difficoltà nella gestione dei container. Fattori che provocano ritardi importanti dell’attracco delle navi e impennate dei prezzi dei noli fino a cinque volte superiori alla norma”, commenta l’imprenditore riminese. Se a questo poi si somma la tremenda siccità che ha colpito la costa occidentale degli States, il quadro finale appare del tutto differente, con una produzione di noci (e mandorle) in parte compromessa e, di conseguenza, prezzi in deciso aumento.

Pistacchi

Meno drammatico il discorso per i pistacchi a stelle e strisce, che non hanno subìto particolari danni dovuti alla prolungata assenza di piogge seppur con prezzi in aumento a seguito alla situazione noli. “Un aspetto positivo per New Factor, che da circa un anno e mezzo collabora con Wonderful, il più grande produttore e trasformatore di mandorle e pistacchi al mondo con base in California, divenuto il terzo brand in Italia nel segmento di riferimento (esclusa PL). Una partnership importante che in un anno ha registrato un +70% in valore e volume, con picchi del +150% nei periodi promozionali. Un risultato straordinario, se si considera che la crescita del settore si è fermata al +19% a valore e a volume”, ha dichiarato soddisfatto Annibali, che anticipa nuovi progetti promozionali per le festività natalizie e in occasione dei mondiali di calcio 2022.

Nocciole

Tra le top category del comparto, nota negativa per i produttori nostrani di nocciole: da una parte la
sovrapproduzione turca sta provocando una drastica contrazione dei prezzi sul mercato, dall’altra i
danni da cimice asiatica hanno limitato la produzione nazionale.

Tornando a parlare di noci, con focus sulla produzione italiana, Annibali – forte di quanto detto
rispetto alla situazione internazionale – si mostra ottimista. “In controtendenza rispetto all’andamento del mercato delle noci, lo scorso anno New Factor ha sperimentato un incremento del 30% in termini di valore e volumi, riuscendo a difendere il posizionamento premium della noce italiana a filiera cortissima. Quest’anno nutriamo grandi ambizioni, grazie ad una crescita stimata del 30% del raccolto del gruppo di agricoltori del progetto In-Noce”.
Un progetto, quest’ultimo, che per il terzo anno consecutivo propone un prodotto sano e di alta
qualità proveniente da oltre una ventina di aziende su 500 ettari coltivati nel bacino Emiliano-Romagnolo, puntando sulla tracciabilità dal campo allo scaffale in pochi passaggi controllati e garantiti. Un’idea nata dalla consapevolezza che un’attività inclusiva e condivisa garantisce valore aggiunto al prodotto finale, come sottolineato dallo stesso Annibali durante il tavolo di confronto con i rappresentanti di Confagricoltura Emilia Romagna per la sezione Frutta a Guscio, indetto in occasione della 17° Giornata della Noce.
“Dalla determinazione di un catasto ufficiale delle produzioni in Italia, alla deroga all’uso di prodotti oggi non autorizzati per la coltivazione del noce da frutto ma ammessi per altre colture, fino all’implementazione di progetti di filiera anche per arachidi, nocciole e castagne – sottolinea l’imprenditore romagnolo – è oggi quanto mai necessario collaborare insieme tra diversi anelli a vantaggio dell’intero settore made in Italy”.

Chiara Brandi

(fonte: Corriere Ortofrutticolo 7)