SPREAFICO IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA, SOTTO SEQUESTRO 6 MILIONI DI EURO. L’ACCUSA: CAPORALATO

Spreafico, il big player dell’ortofrutta italiana da 350 milioni di euro di fatturato, finisce in amministrazione giudiziaria per un anno con un sequestro da 6 milioni di euro.

A disporlo è stata la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. La decisione fa seguito ad un’inchiesta del PM di Milano Paolo Storari e della Guardia di Finanza di Lecco per “caporalato sui lavoratori”. Nel mirino anche alcune cooperative che operavano per la stessa Spreafico.

L’inchiesta – riportano questa mattina diversi siti web di giornali locali e nazionali – avrebbe accertato “un sistema di consorzi e cooperative che assumevano i lavoratori e che erano in rapporti con la Spreafico”. Le cooperative, in regime di “concorrenza sleale” ed evadendo le imposte, “avrebbero fornito manodopera a basso costo alla Spreafico nell’ambito degli appalti ottenuti“.
Le indagini hanno fatto emergere uno schema di caporalato con reclutamento e sfruttamento di manodopera di origine straniera in stato di bisogno, priva di specializzazione e sottopagata, con evasione delle tasse mediante l’emissione e annotazione di fatture false, con benefici fiscali sia per il gruppo con sede a Dolzago (Lecco) che per le cooperative che si alternavano nel tempo, creando il cosiddetto “fenomeno della transumanza dei lavoratori”.

Dall’inchiesta – come riportano le stesse fonti – sarebbero venute a galla anche presunte intimidazioni nei confronti dei lavoratori. C’erano state anche proteste dei lavoratori che lamentavano il mancato rispetto, da parte dei datori di lavoro, di precedenti accordi siglati con le rappresentanze sindacali, volti ad adeguare il contratto dei lavoratori alle mansioni realmente svolte. Nell’inchiesta viene contestata anche la “dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”.

I sei milioni di euro sequestrati corrisponderebbero alla presunta evasione contestata dalle Fiamme Gialle all’azienda per il triennio 2018-2020 ma le verifiche fiscali – precisano le stesse fonti – potrebbero allargarsi anche ai periodi precedenti.

Si attende a breve una replica del Gruppo Spreafico, i cui rapporti economici e il cui ruolo sono, da molti anni, di evidente importanza per il sistema ortofrutticolo nazionale.