PLASTIC E SUGAR TAX RINVIATE AL 2023, AGRINSIEME: “CONTINUIAMO A CHIEDERNE L’ABROGAZIONE”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il “Documento Programmatico di Bilancio 2022” che sostanzialmente prepara alla prossima Legge di Bilancio. Al suo interno, nell’ambito delle misure fiscali, sono state rimandate al 2023 plastic tax e sugar tax.

Si tratta di un’importante provvedimento, che elimina una grossa preoccupazione per parte del sistema agroalimentare: l’entrata in vigore nel 2022 avrebbe creato problemi alle aziende del comparto, ora impegnate nella ripresa post pandemia, e avrebbe fatto sentire i suoi effetti sull’intera filiera.

Sul provvedimento interviene il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che va oltre al plauso per il rinvio della tassa: “Continuiamo a chiederne l’eliminazione perché si tratta di una misura fortemente restrittiva che indebolisce non solo il settore della trasformazione, ma tutta la filiera”, sottolinea Agrinsieme.

Secondo l’associazione l’abolizione della tassa consentirebbe di sostenere e far riprendere agevolmente i processi commerciali, concentrando l’attenzione sugli incentivi all’innovazione, piuttosto che indebolire la competitività delle imprese italiane rispetto a quelle di altri Paesi non colpiti dalla stessa tassazione.

“Seppur in maniera indiretta – prosegue il Coordinamento – in particolare, l’imposta sulle bevande zuccherate finirebbe col punire anche il mondo agricolo, dando il colpo di grazia al comparto saccarifero, già penalizzato dalla liberalizzazione delle quote, che ha contribuito alla decimazione delle imprese del settore”.

Per questo Agrinsieme torna a sottolineare la necessità che tale misura venga abrogata: la sua introduzione comporterebbe dal 2023 un incremento della fiscalità del 28% e una penalizzazione dei consumi con ripercussioni negative su ogni anello della filiera e su un settore già fortemente indebolito dalla pandemia, che dimostra gli effetti devastanti, economici e sociali dell’introduzione di un’imposta del valore di 10 euro/ettolitro in un momento già così incerto.

Come dimostra anche un recente studio Nomisma – sottolinea Agrinsieme – anziché facilitare crescita e occupazione, con l’eventuale introduzione della Sugar Tax si avrebbe una contrazione del 16% del mercato a volume, -180 milioni di euro di fatturato rispetto al 2019 e -344 milioni di euro, se si considera la perdita di giro d’affari nel 2023 rispetto al 2019.