RINCARI MATERIE PRIME E CARO ENERGIA, SETTORE AL COLLASSO: “MA LA GDO CONTINUA A RICHIEDERE TAGLI SUI PREZZI”

Rincari delle materie prime, caro-energia e “caro-plastica” continuano ad abbattersi anche sul mondo della produzione ortofrutticola: un incremento dei costi importante che finisce per colpire un comparto già in grande difficoltà, schiacciato fra le difficoltà produttive, causate da clima e problemi fitosanitari, e le pressioni della grande distribuzione che insiste costantemente per effettuare sconti e promozioni al consumatore.

Davide Vernocchi

“Le gelate primaverili per due anni di seguito – dice Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari e presidente di Apo Conerpo, intervistato da QN Quotidiano Nazionale –, la cimice asiatica che dal 2019 flagella i nostri frutteti e il ritorno della maculatura bruna del pero, stanno impedendo ai frutticultori di produrre in termini qualitativi e quantitativi adeguati. È a serio rischio la sopravvivenza di intere filiere cruciali per l’economia regionale. Ora rischia di abbattersi un colpo ulteriore, dovuto da un lato a un incremento importante di voci di spesa che, negli operatori, fanno pensare anche a manovre speculative sullo sfondo della pandemia; dall’altro alla difficoltà nel reperire materiali, attrezzature e forniture che arrivano sul mercato con il contagocce e con prezzi fuori da ogni logica.
Costi che, allo stato attuale, il mondo ortofrutticolo non può reggere da solo – osserva ancora Vernocchi – e che andrebbero distribuiti lungo tutti gli anelli della filiera, dal campo allo scaffale. Invece dalla grande distribuzione arriva la costante pressione per dare vita a sconti e promozioni come se ci fosse sovrabbondanza di prodotto”.

Marco Salvi

Concorda Marco Salvi, presidente di Fruitimprese e frutticultore: “In attesa dei dati di settembre che si profilano in sensibile aumento, il costo del gasolio, secondo l’Osservatorio del ministero delle Infrastrutture, vede un +12% da inizio anno. E aumenti più sostanziosi riguardano imballaggi e energia. Gli operatori internazionali si trovano poi a fare i conti con rilevanti aumenti nei trasporti con sovrapprezzi sui noli ed aumenti a tre cifre dei containers divenuti merce rara in tutto il mondo”.

(fonte: QN)