PROGETTO GREEN FARM INNOVATION: CASELLI (AREFLH), DI TULLIO (NOMISMA) SULLE NOVITÀ DEL FARM TO FORK E IL POSIZIONAMENTO DELL’ITALIA

Al convegno online promosso il 28 ottobre da SG PROJECT per presentare il progetto Green Farm Innovation, nato con lo scopo di supportare le imprese e le filiere italiane agroalimentari nel cambiamento “green”, sono intervenute – con la moderazione di Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo –anche Simona Caselli, presidente Areflh, ed Ersilia Di Tullio, Senior Project Manager di Nomisma.

Nella sua presentazione Simona Caselli ha presentato tutte le novità apportate dal Parlamento europeo alla Strategia Farm to Fork durante la seduta plenaria tenutasi il 19 ottobre scorso: “Rispetto alla versione originaria presentata dalla Commissione nel maggio 2020, il Parlamento ha definito alcune importanti integrazioni, mettendo l’accento su temi non trattati o comunque meno enfatizzati nella strategia In primo luogo si è richiesta una valutazione d’impatto sugli effetti cumulativi della Farm to Fork, ribadendo anche la necessità di mantenere un equilibrio fra le tre dimensioni della sostenibilità, al fine di garantire la sicurezza alimentare da un lato e la sostenibilità economica dei produttori dall’altro. Inoltre il Parlamento ha chiesto e ottenuto che gli alimenti importati siano conformi agli standard F2F tramite una revisione dei trattati di commercio vigenti. Si deve infatti scongiurare la possibilità che prodotti extraeuropei non sostenibili si facciano strada sul mercato interno, vanificando gli sforzi dei produttori continentali. Altre importanti novità riguardano l’attenzione posta alle Indicazioni Geografiche come presidio culturale e di sostenibilità sociale per le comunità rurali; l’indicazione precisa sul ruolo all’interno della strategia delle NGT, le nuove tecniche di selezione genetica diverse dalle OGM, e il riconoscimento della Dieta mediterranea come sana ed equilibrata e dunque funzionale al cambiamento atteso al livello dei consumi. “

Una panoramica dell’impatto della sostenibilità sulle aziende del settore è stata fornita da Ersilia Di Tullio di Nomisma. Grazie al suo Osservatorio Sostenibilità, Nomisma ha rilevato come l’Italia si posizioni ad un buon livello rispetto all’Europa per i traguardi sostenibili e come l’attenzione all’ambiente stia sempre più diventando un driver all’acquisto per il consumatore. “Innanzitutto, il comparto agroalimentare italiano ha un ottimo posizionamento rispetto agli obiettivi Farm to Fork. L’agricoltura incide solo per l’8% sulle emissioni di CO2 nazionali contro una media dei paesi europei pari all’11%. Inoltre le vendite di fertilizzanti sono già diminuite del 12% tra il 2011 e il 2019 e la distribuzione di fitosanitari del 35% tra il 2009 e il 2019. Al contrario, la superficie agricola coltivata a biologico è in costante aumento, registrando un incremento dell’89% nei dieci anni compresi tra 2010 e il 2020. Per superficie biologica totale l’Italia (16,6%) quasi doppia la media europea (8,5%) ed è seconda solo all’Austria (25%), che tuttavia registra una produzione agricola totale decisamente inferiore. Un altro dato interessante riguarda i rifiuti avviati a riciclo rispetto ai rifiuti prodotti. Mentre in Italia la percentuale si attesta intorno al 68% la media europea si ferma al 36% dei rifiuti. La sostenibilità non è solo una caratteristica delle aziende, ma è sempre più un driver nelle scelte di acquisto dei consumatori italiani.

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