MAFIA NELL’ORTOFRUTTA A BERGAMO, CHIESTE CONDANNE PER ESTORSIONE

Il processo della Dda di Brescia sull’intreccio mafioso nel mondo dei trasporti e dell’ortofrutta arriva alle battute finali anche per il capitolo delle estorsioni legate ai fratelli di Azzano San Paolo (Bergamo), Alessandro e Carlo Santini.

Nell’udienza di ieri, 2 febbraio, i pm Claudia Moregola ed Emanuele Marchisio hanno chiesto la condanna, rispettivamente a 11 e 12 anni di carcere, per Alessandro e Carlo Santini, 58 e 63 anni, che avrebbero assoldato personaggi della criminalità organizzata per riscuotere crediti a favore della loro azienda di ortofrutta.

Tra gli altri, Demetrio Battaglia, 38 anni, detenuto a Reggio Calabria, accusato di avere prestato manovalanza a chi le estorsioni le avrebbe organizzate, il compaesano Carmelo Caminiti, morto in carcere, e l’ex coimputato Paolo Malara, già condannato in abbreviato. Per Battaglia, al quale viene contestata anche l’associazione mafiosa (non agli altri imputati), la pena richiesta è di 16 anni di carcere, 4 anni e mezzo per Felice Sarica, di casa a Spirano, anche lui legato a Caminiti.

“Non sono imprenditori vittime della mafia che chiede il pizzo, ma – ha sottolineato sui Santini il pm della Dda Claudia Moregola nella sua requisitoria – hanno portato qui i loro mafiosi, selezionandoli, inquinando questo territorio”. E ancora: “Si rivolsero ad ‘ndrangheta e camorra per riscuotere crediti”, scegliendo “mafiosi conclamati”, insiste il pm. Opposta la versione dei due fratelli, che si sono detti vittime di una truffa nelle dichiarazioni spontanee rilasciate al collegio.

Risalgono invece al 7 giugno 2021 le condanne in primo grado per l’incendio ai 14 Tir della Ptb di Seriate, il 6 dicembre 2015, da cui partì l’indagine: la più alta (12 anni) al presunto mandante Giuseppe Papaleo.

(fonte: Corriere della Sera)

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