LE PRIORITÀ DI FINI, NEO PRESIDENTE CIA: “TUTELARE IL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI E LAVORO UNITARIO CON LE ALTRE ORGANIZZAZIONI”

Reddito agli agricoltori, sostegno alle aree interne, cambio climatico e avvicinamento tra le associazioni sindacali agricole sono alcune delle priorità che il neoeletto presidente di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini (nella foto), ha inserito nella sua agenda programmatica.

Le ha annunciate nel corso del suo primo intervento pubblico da presidente di CIA, in occasione del convegno ‘La filiera del biologico: numeri, sfide e sostenibilità’ tenutosi la scorsa settimana a Bologna.

“Stiamo attraversando una fase davvero complicata – ha detto Fini che succede a Dino Scanavino -. La pandemia, la guerra, i rincari eccezionali delle materie prime, il rischio di una crisi energetica e alimentare, i cambiamenti climatici. Eppure il nostro settore, con tutte le difficoltà, resta uno dei cardini dell’economia nazionale. Il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, pari a 33 miliardi circa, resta il più elevato dell’Ue. Il sistema agroalimentare, nel suo insieme fa il 15% del Pil. Ecco perché possiamo e dobbiamo lottare, rimettendo al centro le nostre priorità, le nostre battaglie”.

Tra queste, la prima segnalata nel corso del suo intervento, è quella di preservare il reddito degli agricoltori, un tema oggi molto sentito.

“La congiuntura economica attuale – ha detto Fini – sta letteralmente mettendo in ginocchio le aziende agricole, in particolare in alcuni settori. Questo tema è in cima alla lista delle priorità. Insieme a questo, ce ne sono anche altri parimenti urgenti”.

Ha le idee chiare Fini, sullo scenario attuale in cui si sta muovendo l’agricoltura italiana. Un ambiente paludoso e pieno di insidie dove, oggi più che mai, è necessaria una visione di lungo periodo che sia prima di tutto condivisa dai vari player del settore.

“Un’attenzione importante va data alle aree interne a cui deve andare un sostegno sempre maggiore affinché, pur essendo oggi considerate svantaggiate, vedano riconosciuto il ruolo determinante che rivestono in termini di preservazione della biodiversità e del paesaggio naturalistico.  Per questo dobbiamo favorirne l’insediamento sia di persone che di attività economiche, prime fra tutte, quelle legate all’agricoltura ed in particolare a quella sostenibile”.

Non meno importante, all’ordine del giorno, anche il tema dei cambiamenti climatici. Su questo punto Fini si è sbilanciato annunciano, per i prossimi anni, il lancio di strumenti in campo per la sostenibilità ambientale ma anche quella economica delle aziende che, a causa del climate change, stanno andando in grave sofferenza.

“I temi sono tanti – conclude Fini —. Potemmo parlare, ad esempio, dei danni da fauna selvatica, della manodopera che si fa fatica a reperire. Le cose da fare non mancano, insomma, ma bisogna darsi delle priorità e tra queste non può mancare il sostegno all’agricoltura biologica che, oltre ad essere un fiore occhiello nazionale, è anche un’agricoltura che garantisce, per  sua stessa definizione, standard  di salubrità e di qualità dei prodotti, più apprezzati rispetto ad altri. Auspico che su tutti questi argomenti si riesca, inoltre, ad avviare un dialogo ed una collaborazione fattiva con le altre associazioni di categoria, in particolare con Confagricoltura e Coldiretti, perché è questo che ci chiedono tutti gli agricoltori: di andare avanti in maniera unitaria. Sarà questa la vera chiave di svolta dei prossimi anni anche perché ce lo siamo già dimostrato. Laddove ci siamo presentati uniti sul mercato, abbiamo sempre portato a casa dei risultati”.

Mariangela Latella

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