INNALZAMENTO CONTANTE, L’INGROSSO: MISURA ANTI-CRISI, GIUSTO ALLINEARCI AGLI ALTRI PAESI

È musica per le orecchie dei grossisti ortofrutticoli il possibile innalzamento del tetto del contante da 2mila a 10mila euro, dato da molti per scontato dopo l’esplicito intervento in proposito del premier Giorgia Meloni ieri al Senato. In un periodo di forte crisi dei consumi interni, la possibilità di vendere “cash” anche per importi ingenti viene considerata una valvola di sfogo importante soprattutto per quei Mercati, come Padova e Verona, che lavorano molto con clienti d’Oltralpe.

“Sarebbe assolutamente positivo per il comparto dell’ingrosso ortofrutticolo – spiega a Corriere Ortofrutticolo il presidente di Fedagromercati Confcommercio Valentino Di Pisa – in quanto favorirebbe le attività dei nostri operatori e faciliterebbe la commercializzazione dei prodotti, in particolare con i clienti esteri, i quali rappresentano sempre di più un canale di riferimento fondamentale per le aziende del settore”.

Valentino Di Pisa

“Fedagro, da semprem sostiene un utilizzo del contante che sia in linea con il resto d’Europa – aggiunge Di Pisa – e per questo motivo ci auguriamo che l’innalzamento si concretizzi il prima possibile, in modo da allineare l’Italia agli altri Paesi europei dove il limite non c’è o è molto più alto”.

Il direttore di VeronaMercato e vicepresidente di ItalMercati Paolo Merci (nella foto a sinistra) ragiona in termini di principio: “A prescindere dai numeri di cui si sta parlando, se siamo nella Comunità Europa dobbiamo condividere le stesse regole“, spiega. “Ci sono Paesi che non hanno limitazioni all’utilizzo del contante oppure lo hanno decisamente più alto del nostro: ciò penalizza gli operatori italiani, determina condizioni disomogenee. Le norme devono essere uguali per tutti, altrimenti il sistema salta”.

“In questa fase di calma piatta dei consumi interni, con l’export che tutto sommato tiene, ci vorrebbe proprio”, commenta il presidente dei grossisti del MAAP di Padova, Roberto Boscolo. “Con il limite di 2mila euro, a fronte di operazioni dal valore ben più corposo, il rischio della transazione è tutto in capo a noi grossisti: dobbiamo aspettare il bonifico o confidare che l’assegno sia coperto”. Austria, Bosnia, Croazia, Slovenia i principali mercati di riferimento del MAAP.

Boscolo conclude: “Ci sono stati casi in cui abbiamo caricato la merce e poi l’abbiamo tirata giù dal camion per la difficoltà di trovare un’intesa su come regolare il compenso. Con il contante a 10mila euro sarebbe tutta un’altra cosa”.

Mirko Aldinucci
m.aldinucci@corriereortofrutticolo.it

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