IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO. ONORATI: SIAMO CON L’ORTOFRUTTA E THE ROME TABLE

Anche nella sua quinta edizione, in programma giovedì e venerdì prossimi, The Rome Table intende dare un contributo concreto all’internazionalizzazione e alla crescita del settore ortofrutticolo nazionale e del Lazio con l’organizzazione di incontri tra aziende di produzione e buyer selezionati. Sono attesi importatori dal Nord e dal Centro Europa oltre che dagli Emirati Arabi e dall’Indonesia ed alcuni interessanti distributori italiani.
Abbiamo rivolto all’assessora all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica Onorati (nella foto), che ancora una volta, attraverso l’agenzia regionale ARSIAL, ha inteso sostenere l’evento, alcune domande. Ecco domande e risposte.
 – Potrebbe fornirci i dati aggiornati del settore ortofrutticolo nella Regione Lazio?
“Il Lazio conferma di essere una regione ortofrutticola di prima fascia nel nostro Paese e conta areali tra i più importanti non solo a livello italiano: basti pensare al kiwi dell’Agro Pontino, in provincia di Latina. Ma i nostri primati riguardano anche diverse varietà di ortaggi, registrando la presenza di aziende di lavorazione, dalle verdure di IV Gamma ai funghi, oltre che di prodotti tipici IGP dal Carciofo Romanesco al Sedano Bianco di Sperlonga, e altri. In termini di produzioni orticole la nostra regione mantiene e conferma il primato in Italia per la produzione di zucchine con il 34% del totale nazionale. Seguono lattuga, corrispondente al 13%, carote al 21%, pomodoro con il 12% e fragole con il 9%. Per quanto riguarda le produzioni da frutto siamo leader con il 39% della produzione nazionale nel kiwi e nel nocciolo con il 34%. Anche se il 2022 non è stato l’anno della rinascita, possiamo affermare che il nostro settore resiste nonostante il calo dei consumi e l’aumento dei costi di produzione puntando a confermare la media degli anni precedenti in termini di valore della produzione”.
– Le ragioni che sottendono all’iniziativa The Rome Table, sostenuta dalle principali associazioni di settore come Fruitimprese, Italia Ortofrutta Unione Nazionale, CSO Italy, Italmercati, Fedagromercati, oltre che da Confagricoltura, fino a che punto sono in linea con gli obiettivi dell’Assessorato e come potrebbe crescere questa sinergia?
“L’export ortofrutticolo è parte fondamentale del nostro PIL agricolo regionale. Ne sono pienamente consapevole. Mi trovo in accordo con l’impostazione di The Rome Table che tiene insieme il mondo produttivo con il mercato. In sostanza credo che dobbiamo essere tutti facilitatori dell’incontro tra domanda ed offerta senza mai perdere di vista il valore primario del cibo: essere accessibile a tutti, buono, salutare. Il Lazio, del resto, conosce bene il valore del mercato. Non a caso nel nostro territorio operano il CAR e il MOF, due tra i più importanti e grandi mercati d’Europa. Credo molto nella promozione del made in Lazio e penso che lo abbiamo dimostrato con i fatti. In 6 anni, con il supporto operativo della nostra Agenzia Arsial, abbiamo speso sei milioni di euro per accompagnare 572 aziende nelle 28 fiere più importanti d’Europa. Un risultato importantissimo se consideriamo il biennio segnato dalla pandemia e dalle misure restrittive che non hanno permesso l’apertura di molti importanti eventi fieristici. Non ci siamo fermati qui con le azioni di promozione e sostegno al commercio al mercato delle produzioni agricole. Con altri due milioni di euro, e con il supporto di Arsial e Lazio Crea, abbiamo finanziato molte iniziative di pregio di amministrazioni comunali, associazioni, enti, università . Aggiungo che la sinergia tra Regione Lazio e mondo della rappresentanza associativa del settore può e deve crescere. In questi anni abbiamo gettato solide basi per un confronto continuo, proficuo e di merito con tutti gli stakeholders e tutto il partenariato della programmazione FEASR. Dobbiamo proseguire su questa strada”.
– I consumi interni di ortofrutta confermano nel 2022 una fase negativa anche a causa della spinta inflazionistica, ma non solo. Pure le esportazioni di ortofrutta, dal canto loro, mostrano uno stato di sofferenza per le cause più diverse, tra le quali spicca l’aumentata concorrenza di altri Paesi nei mercati europeo ed extra-europeo. Alla luce di tutto ciò, quali sono le iniziative assunte nell’ultimo anno dal Suo Assessorato e quali quelle che intendete assumere a sostegno del settore ortofrutticolo laziale?
“Viviamo tempi straordinari. La pandemia, le tensioni internazionali e l’aggressione all’Ucraina hanno generato una crisi economica e sociale particolarmente dura e aggravata da speculazioni inflazionistiche. Queste problematiche hanno investito tutti i settori produttivi e non solamente quello agricolo o ortofrutticolo. Dal canto mio non smetterò mai di ringraziare i produttori del settore primario, i nostri agricoltori e tutta la filiera del cibo per aver sempre lavorato alacremente e in sicurezza al fine di garantire sussistenza alimentare alla cittadinanza durante il lockdown.
Con la programmazione FEASR/PSR 2014-2020 abbiamo impegnato tutte le risorse economiche disponibili, ben 820 milioni. Inoltre, durante il periodo transitorio 2020-2022, abbiamo utilizzato altri 280 milioni di euro per importanti operazioni di immissione di liquidità nel mercato in crisi. Proprio in queste settimane siamo al lavoro per definire i dettagli della nuova programmazione quinquennale: altri 600 milioni per l’agricoltura e la ruralità regionale. È evidente che molte di queste risorse hanno beneficiato il settore ortofrutticolo perché la nostra agricoltura locale è profondamente orientata a queste tipologie di colture. Non solo PSR, lasciatemi dire. Ci tengo a ricordare che proprio con il programma OCM Ortofrutta abbiamo finanziato in 5 anni ben 159 Programmi Operativi delle Organizzazioni di produttori.
Vorrei anche valorizzare un dato qualitativo. La Regione Lazio è la terza regione d’Italia per produzione biologica. Anche qui, non a caso. Con la programmazione in chiusura abbiamo finanziato più di 6.000 aziende biologiche per un monte contributi di 206 milioni di euro.
Credo dobbiamo proseguire in questa direzione: sostegni per l’innovazione, supporto alla qualità di prodotto e di processo, capacità reattiva e di intervento dei momenti di straordinarie difficoltà”.

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