FRUIT LOGISTICA TRA LUCI E OMBRE: IL PARERE E LE PROPOSTE DEGLI OPERATORI

È stata un’edizione di Fruit Logistica tra luci ed ombre quella conclusasi venerdì scorso a Berlino. Tra i vari commenti degli operatori presenti alla rassegna tedesca da una parte si è respirata un’aria di cauto ottimismo, dall’altra, però, è serpeggiato qualche dubbio o comunque una riflessione sulle modalità organizzative della kermesse.

Inevitabile, poi, il paragone (e contrapposizione) con Fruit Attraction di Madrid, che, a detta di molti addetti ai lavori, sembra guadagnare posizioni anno dopo anno.

Marco Salvi

Marco Salvi, presidente di Fruitimprese e a capo dell’omonimo gruppo ferrarese, parla di “fiera in grande crescita, tornata ai valori pre Covid, con l’Italia che si conferma principale Paese per numero di espositori, con affermati interlocutori internazionali con cui fare business”.

 

Salvo Laudani

Salvo Laudani, marketing manager di Oranfrizer – Unifrutti e presidente di Freshfel, invece, a titolo personale, lancia una proposta: “Premesso che il numero di visitatori ed espositori quest’anno non è di certo cresciuto se paragonato all’era pre Covid, credo sia giunto il momento di rendere anche le grandi fiere dell’ortofrutta appuntamenti biennali, come del resto già accade per le grandi rassegne del food. È difficile proporre in ogni edizione di una fiera, ogni anno, importanti novità e innovazioni. A mio avviso, la strada da seguire è creare un’alternanza tra Berlino e Madrid, una da fissare un anno e l’altra in quello successivo. A trarne beneficio sarebbero anche le stesse aziende, alle prese con rincari generalizzati, che avrebbero così meno costi e più tempo per presentare reali novità nei propri settori di competenza. Credo inoltre che l’assenza a Berlino di importanti gruppi nazionali e internazionali sia un segnale su cui fare una riflessione”.

Un’osservazione, quest’ultima, condivisa con un altro operatore, manager di un importante gruppo emiliano romagnolo, che lancia un’altra idea: “Per ottimizzare tempi e costi, la fiera berlinese potrebbe ridursi a due giorni, il mercoledì e il giovedì. Al venerdì le presenze sono sempre più scarse”.

Mauro Laghi

Mauro Laghi, general manager di Alegra, conferma: “Fruit Logistica si conferma un appuntamento importante, sebbene da una parte si sia fatta notare l’assenza di alcuni gruppi rilevanti, complice la crescita di Fruit Attraction, e dall’altra Berlino rimane logisticamente molto scomoda, anche con il nuovo aeroporto. Credo inoltre che Fruit Logistica sia una fiera troppo costosa, per cui dovrebbero fare qualcosa per renderla più accessibile, magari limitandola a 2 sole giornate”.

 

Paolo Bruni

Giudizio nel complesso positivo quello espresso da Paolo Bruni, presidente del CSO Italy, presente a Berlino con la collettiva Italy al padiglione 2.2. “I nostri associati hanno espresso soddisfazione per i proficui incontri organizzati con buyer italiani e internazionali. Positivi e costruttivi anche gli eventi che abbiamo organizzato in fiera e nella serata della vigilia a cui hanno partecipato le più alte cariche istituzionali e i principali player del settore”, spiega Bruni. “Mi sembra che l’Italia a Berlino abbia fatto sistema”.

Sull’aumento degli spazi vuoti tra gli stand rispetto alle edizioni pre Covid, il presidente del CSO sottolinea come “in periodi come questo con una guerra in corso e con cataclismi socio economici da affrontare, è normale avvengano selezioni naturali. I problemi del settore, oggi, sono altri – aggiunge Bruni: come conquistare nuovi mercati, come fermare il drastico calo dei consumi, come migliorare il cuneo fiscale per attirare più manodopera, come controbilanciare l’aumento esponenziale dei costi”.

Fabio Massimo Pallottini

Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, oltre ad un commento positivo sul “ruolo sempre più rilevante che i Mercati stanno ottenendo anche all’interno di manifestazioni del genere”, si associa ad altri commenti nel sottolineare l’assenza di grandi aziende che hanno deciso di non aderire all’evento di Berlino con un proprio stand: “Ciò significa che le imprese stanno diventando più selettive e stanno facendo delle scelte precise. È un tema su cui riflettere. Credo che le fiere, in generale, debbano interrogarsi e diversificare l’offerta dandosi obiettivi precisi”.

Valentino Di Pisa

Per Valentino Di Pisa, presidente di FedagroMercati Confcommercio, Fruit Logistica quest’anno “è andata molto meglio del 2021 ma in deciso calo sul pre-covid. La concorrenza da parte di Fruit Attraction, che è cresciuta tanto, si fa sentire e ha influenzato il cammino di Berlino, che il top lo aveva già raggiunto e ora è in flessione. Resta comunque una delle due più importanti fiere del settore. Sono due eventi diversi sia per il periodo che per la tipologia, ma molte aziende devono comunque fare una scelta per motivi economici e strategici. L’Italia – conclude con amarezza Di Pisa – ha privilegiato i campanilismi e non è stata in grado di mettere in piedi una rassegna fieristica di spessore. E ormai non ci sono più margini per recuperare”.

 

Gennaro Velardo

Per Gennaro Velardo, presidente dell’Unione Italia Ortofrutta, “rispetto allo scorso anno la partecipazione è stata superiore, testimoniata anche dalla nutrita presenza di molti nostri associati. Rimane un evento fondamentale che ci deve far ben sperare per il futuro”.

Ernesto Fornari

Ernesto Fornari, direttore generale di Apofruit, parla di un leggero ridimensionamento per Fruit Logistica in termini di presenze. “Ma anche la fiera in sé va ridimensionata negli spazi. È troppo estesa”, osserva, ritornando poi sull’ormai inevitabile paragone con Fruit Attraction. “Sono in due momenti differenti dell’anno e delle campagne produttive, entrambe fondamentali e comunque imprescindibili”. Il DG di Apofruit, al cui interno è presente anche la compagine specializzata nel biologico con Almaverde e Canova, lancia a sua volta un’altra possibilità: “Se fossi in Fruit Logistica farei carte false per unire in un unico grande evento con la fiera di Berlino anche Biofach. Il biologico ormai è sempre più sviluppato anche tra le aziende che fanno pure convenzionale. I due appuntamenti fieristici sono molti vicini anche a livello temporale (Biofach parte domani, martedì 14 febbraio, a Norimberga, ndr). Unire Fruit Logistica e Biofach ottimizzerebbe tempi e costi”.

Patrizio Neri

Per Patrizio Neri, presidente di Jingold, “seppur ancora fondamentale e punto d’incontro importante (per esempio con i nostri partner internazionali), Fruit Logistica non porta particolari novità alle aziende. È tutto pianificato in partenza. Il giudizio rimane comunque positivo”.

Andrea Badursi

Edizione 2023 promossa a pieni voti da Andrea Badursi, presidente di Asso Fruit Italia. “È ritornata la fiera di sempre, con un generale consolidamento dei rapporti professionali, nutrite presenze nazionali e internazionali, proficui incontri con i clienti, riunioni e vertici con le istituzioni su diversi argomenti e un sistema Italia che si è ricompattato”, afferma Badursi. “Sono state gettate alcune basi importanti per migliorare ulteriormente l’aggregazione (come per l’uva) e si è tornato a riparlare dell’IGP per la Fragola della Basilicata. Rispetto alla timida edizione 2022 si è voltato pagina”.

Marco Eleuteri

Marco Eleuteri di OP Armonia conferma la percezione di altri colleghi: “Sicuramente abbiamo riscontrato meno espositori e meno visitatori, probabilmente anche l’ascesa di Madrid ha influito in questo ridimensionamento di Berlino. Rimane comunque la fiera di riferimento, del resto per gli italiani, primi espositori a Berlino, sarebbe difficile pensare ad una sostituzione “iberica” rafforzando ancor di più quello che, non dimentichiamolo, è pur sempre il nostro maggior competitor internazionale (almeno Berlino da questo punto di vista è terreno neutro). Pertanto credo che, a meno che in Italia non si organizzi davvero e sul serio una fiera italiana davvero importante e rappresentativa (per esempio a Milano, come ho sentito proprio a Berlino), credo sia improbabile che Fruit Logistica, almeno nel breve periodo, cessi di essere la fiera più importante al mondo per il nostro settore”.

Leonardo Odorizzi

Leonardo Odorizzi de La Grande Bellezza Italiana parla di “grande affluenza nella prima vera edizione post Covid”. E aggiunge: “Le eccellenze italiane attirano grande interesse anche all’estero, specie per i prodotti con una forte connotazione, come i radicchi, che in fiera risaltavano grazie anche al gioco di colori che contrasta con il logo nero de La Grande Bellezza italiana. Anche dai Paesi più lontani come gli Emirati, per i quali è richiesta una programmazione dedicata, abbiamo notato una forte attenzione e attrazione per le forniture Made in Italy d’eccellenza”, conclude.

Matteo Testa

Matteo Testa, responsabile commerciale di San Lidano, presente a Berlino, ha dichiarato di aver trovato, sul campo, pieno riscontro ai numeri diffusi, ovvero un calo delle presenze totali rispetto al pre-covid del 25%. Una diminuzione che tuttavia ha colpito in maniera diversa i Paesi. “L’incidenza degli espositori italiani e spagnoli rispetto al totale è aumentata, sono calati a vista d’occhio gli olandesi”, afferma il manager lombardo. “Mi è parsa calata anche la presenza degli espositori d’Oltreoceano. Il sentiment e la percezione più diffusi sono quelli di un’edizione non ai livelli pre-covid, come è normale che sia. Ma – in riferimento al paragone con Madrid – c’è ancora una certa distanza tra le due manifestazioni (basti guardare il diverso impatto sui servizi della città in generale: ristoranti, trasporti, hotel, etc), poi per il business dei singoli player questo – in concreto – può non incidere per nulla, tuttavia se si pesano i due eventi nella loro interezza, Berlino rimane una fiera molto più globale, al di là dei numeri che ne determinano una maggiore ampiezza”.

Francesco Cera

Per Francesco Cera, direttore del MAAP di Padova, raccogliendo alcune considerazioni dai co-espositori grossisti presenti in fiera, si sono registrati aspetti positivi e non. “Da una parte si è riscontrata una buona qualità dei contatti con clienti e fornitori. La riduzione del numero dei visitatori ed espositori, dovuta forse ad alti costi aziendali per gli aumenti energetici oltre a maggiori costi per alberghi e voli, ha fatto sì che il pubblico in fiera fosse più professionale e interessato al business. Tuttavia questa edizione appena conclusa non va vista come una continuazione delle precedenti, ma come una nuova Fruit Logistica con meno presenze, ma di maggior qualità e un po’ più “umana”, ovvero con dimensioni grandi ma non enormi che consente di realizzare migliori contatti commerciali”.

“Rispetto a 5-7 anni fa, si è notata una maggiore predisposizione dei fornitori a muoversi e ricercare nuovi partners commerciali, proponendosi a nuove ditte di riferimento, magari sperando in nuovi rapporti commerciali con migliori margini o altro”.

Secondo Cera, tuttavia, non mancano alcuni aspetti da migliorare, “non tanto per la logistica della fiera stessa, ma per quella collaterale. Si lamenta soprattutto la scarsità di voli diretti per Berlino che obbligano a cambi che allungano molto i tempi di viaggio oltre che i costi rialzati degli alberghi ed anche un sistema taxi carente, specialmente a fine fiera con code e tempi molto lunghi per tornare in hotel”.

“In sintesi – conclude il direttore del MAAP – Fruit Logistica graffia ancora e rimane una fiera importante per il business, ormai in equilibrio con l’altra grande fiera mondiale, Fruit Attraction: le due rassegne si suddividono le rispettive prerogative: come afferma anche un esperto come Paco Borras, Madrid è utile per la preparazione delle prime campagne ortofrutticole e Berlino è buona per le tarature ed i completamenti e la preparazione della seconda parte delle campagne”.

Emanuele Zanini

Mirko Aldinucci

redazione@corriereortofrutticolo.it

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