MANCA L’ACCORDO SUL PREZZO DEL POMODORO DA INDUSTRIA, VELARDO: “COMPRAVENDITE SOTTOCOSTO SONO PRATICA SLEALE. COMUNQUE DIALOGO APERTO”

Le aziende agricole non possono coltivare senza fare reddito, ne va della qualità del prodotto e della tenuta sociale del comparto. Vendere e acquistare sottocosto è una pratica sleale sanzionata anche dalla legge”.

Così Gennaro Velardo (nella foto), direttore della OP AOA e coordinatore del tavolo della parte agricola – ha commentato l’esito dell’incontro tenutosi tra una delegazione di OP operanti nel bacino centro-sud e una delegazione industriale per discutere della prossima campagna del pomodoro da industria.

Nel corso della riunione che ha visto confermare i quantitativi di prodotto da avviare la trasformazione, incrementati di un 8% rispetto al 2022, non si è trovata un’intesa sul prezzo. L’offerta industriale è rimasta ferma a 140 euro/ton per il pomodoro tondo e 145 euro/ton per quello lungo. Un prezzo non ritenuto congruo da parte delle aziende agricole presenti al tavolo che ha visto sedere, dalla parte degli industriali, anche il presidente di Anicav, Marco Serafini. Ma Velardo resta ottimista. “Anche se non c’è stato l’accordo, non siamo al muro contro muro. Il dialogo è avviato e noi vogliamo arrivare a un accordo equo per tutti. Chiediamo agli industriali di porre attenzione alle esigenze del mondo produttivo per riuscire a siglare un’intesa che sia soddisfacente per tutte le parti coinvolte in uno dei settori più importanti dell’agroindustria italiana”.

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