LOLLOBRIGIDA: SINERGIE VIRTUOSE CON I PAESI IN VIA DI SVILUPPO PER CRESCERE

“Servono virtuose sinergie con i Paesi in via di sviluppo, di cui dobbiamo incentivare il processo di crescita, per il bene della nostra agricoltura e della nostra ortofrutta”. Questa la ricetta del ministro dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in occasione dell’inaugurazione di Macfrut. “Accompagnare lo sviluppo” significa anche vendere tecnologie e prodotti  di qualità.

Per la manodopera, oggi così carente, il titolare del MASAF dice sì all’immigrazione legale “ma il sistema va regolamentato con flussi regolari, magari triennali, di persone già preparate. La forza lavoro per il settore primario va sviluppata anche all’interno del nostro Paese: il mondo dell’agricoltura è di alta qualità ed è un grande sbocco anche per gli italiani, in questa fiera non si vedono trattori ma droni e altre tecnologie 4.0″.

“Rispetto al consumo interno in calo stiamo lavorando molto sull’export, perché c’è grande fame di prodotti italiani”, ha aggiunto Lollobrigida. “Dovunque andiamo troviamo mercato e gradimento per il Made in Italy””. E ancora: “Dobbiamo aumentare i consumi attraverso la crescita economica e la valorizzazione della qualità, il vero elemento cardine della nostra economia”.

Altro tema toccato da Lollobrigida, la normativa comunitaria sui fitosanitari, a proposito della quale il Ministro ha ribadito la contrarietà: “Non si può definire una data per lo stop all’utilizzo di sostanze da sempre utilizzate nei campi, causerebbe criticità e sacrifici: il nostro oltretutto è un Paese all’avanguardia nell’ambientalismo. Serve sostituire  gli eccessi ideologici con un sano pragmatismo”. Per Lollobrigida, “serve difendere le nostre imprese e  il nostro modello che è virtuoso. E il cambio climatico va previsto e gestito”.

A proposito di Macfrut, il ministro ne ha parlato come di “un evento in costante crescita: questa edizione, la numero 40, vede la partecipazione di tanti imprenditori italiani e di numerosi imprenditori stranieri che vengono a vendere e poi comprano più di quello che vendono”. “La filiera italiana è, da una parte, una filiera competitiva e di qualità ma è anche una filiera capace di organizzare un sistema che permette ad altri di crescere”.

Mirko Aldinucci
m.aldinucci@corriereortofrutticolo.it

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