ALLUVIONE, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA: “SITUAZIONE DRAMMATICA”

Dalla città alla collina l’ondata di maltempo sta infliggendo il colpo di grazia all’agricoltura e al territorio emiliano romagnolo. L’alluvione che sta colpendo in queste ore l’Area Metropolitana di Bologna si sta rivelando ancora più forte di quella precedente, che aveva messo in ginocchio l’intero territorio emiliano. Si registrano infatti nuove esondazioni, frane e smottamenti, con ulteriori danni al settore agricolo: con i campi sommersi i raccolti sono veramente a rischio. I tecnici di Confagricoltura Bologna, che stanno lavorando ininterrottamente da questa mattina, hanno individuato numerose criticità sul territorio bolognese e imolese.

Sull’Appennino Bolognese sono state segnalate diverse frane e smottamenti, che hanno costretto l’evacuazione in elicottero di alcune famiglie a Savazza e a Monterenzio, mentre il fiume Samoggia è esondato a Bazzano. Spostandosi verso Imola, invece, il fiume Idice è fuoriuscito a Mercatale con diverse abitazioni evacuate. A Villa Fontana e Medicina il torrente Gaiana sta esondando, mentre a Sesto Imolese i campi sono di nuovo totalmente allagati. È impossibile al momento stimare i danni e le perdite dei prodotti coltivati.

“E’ un evento epocale, purtroppo le previsioni meteo si sono rivelate corrette e la situazione è tragica, soprattutto nella zona collinare e dell’Appennino bolognese e nel circondario di Imola. Il peggio deve poi ancora arrivare: le previsioni parlano di altre copiose piogge e le piene dei corsi d’acqua si stanno manifestando in tutta la loro potenza riversandosi nelle campagne – commenta il presidente Guglielmo Garagnani – I danni sono evidenti anche gli occhi di un non esperto: ogni stima in questo momento sarebbe azzardata, ma ci sono danneggiamenti alle strutture aziendali e le coltivazioni sott’acqua non lasciano presagire a nulla di buono: le alluvioni mettono a rischio interi raccolti e il futuro di tanti imprenditori agricoli. Mi riferisco ai frutteti, ai vigneti, alle colture orticole e dei seminativi, che in questo periodo dell’anno sono in momento cruciale del loro sviluppo. Per non parlare poi dei danni alle strutture ed alle infrastrutture aziendali. Stiamo assistendo a qualcosa di davvero drammatico”.

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