IV GAMMA, INCHIESTA TRA LE OP: TREND, CRITICITA’, RICHIESTE PER IL RILANCIO

Quali sono le principali problematiche avvertite dalle OP che gravitano attorno alla IV Gamma? Fresh Cut News ne ha parlato con i responsabili di alcune delle principali organizzazioni di settore, sottoponendo alcune specifiche domande.

  • Cominciamo con Cristiano Detratti di OP Ortoromi: Detratti, qual è la situazione a livello di costi vivi, manodopera, remunerazione?

“Le OP, che rappresentano i capofila della filiera produttiva di IV Gamma, si sono trovate ad affrontare una situazione piuttosto complessa, mai affrontata precedentemente: da una parte la costante crescita dei costi delle materie prime vegetali e non, dall’altra l’impossibilità di scaricare, se non parzialmente, i costi presso la propria clientela rappresentata principalmente dalla GD e dalla GDO. Alcuni dati relativi all’incremento dei costi della filiera agricola nel 2022: costi per sementi, fitofarmaci/trattamenti, energia, gasolio agricolo, nylon per copertura serre, imballaggi di plastica, in media +32% (dato ISMEA). Siamo ben oltre il tasso medio generale inflattivo che, nei momenti più critici, ha raggiunto il 9-10%. Nel 2022 le vendite hanno raggiunto un valore del fatturato pari ad euro 982 milioni di euro con un incremento, rispetto all’anno passato pari al 5,1% a valore e al 5,4% a volume. Quindi, anche per l’anno 2022, l’aumento dei prezzi di vendita non è riuscito ad invertire il peso tra il parametro del valore e quello del volume; evento, invece, che si è verificato in altri settori”.
“Aggiungiamo altri due fattori penalizzanti: il primo riguarda l’enorme difficoltà a reperire manodopera, addirittura a mantenere la propria forza lavoro perché, almeno temporaneamente, vi sono opportunità più remunerative in altri settori; il secondo riguarda l’aspetto climatico che, con le sempre più frequenti avversità atmosferiche (siccità, alluvioni, bombe d’acqua, mancanza di stagionalità regolare, …) di fatto non garantisce il rispetto dei programmi di produzione in campagna. Con questo scenario è facile prevedere che ci sia una enorme difficoltà a garantire la giusta remunerazione dei prezzi della filiera agricola. E questa prospettiva, già in questo primo semestre 2023, ha generato una diminuzione delle aziende agricole produttrici con il forte rischio che per il prossimo futuro parecchie altre abbandonino il settore.
Per dare il polso della situazione nella Filiera agricola basta fare riferimento ai dati di una pubblicazione recente: il 31% delle aziende agricole non è in grado di valutare le prospettive della propria azienda nei prossimi 2-3 anni (dati Coldiretti). Significa che una azienda agricola su tre non sa se sarà presente ancora sul mercato fra 2-3 anni. Questo è un dato drammatico per chi deve programmare a medio-breve periodo”.

  • A Felice Poli, presidente OP Sole e Rugiada, chiediamo invece qual è la situazione a livello di disponibilità della materia prima

“La situazione è difficile rispetto al recente passato. Fino a qualche anno fa era fisiologico affrontare qualche giorno di carenza del prodotto in ingresso (in particolare nei periodi di cambio stagionale) perché gli andamenti climatici ritardavano o anticipavano alcune produzioni. In questi ultimi periodi abbiamo dovuto affrontare da una parte l’intensificazione e il perdurare delle avversità atmosferiche, dall’altra l’allargamento territoriale della loro incidenza: quindi periodi più lunghi di mancanza di prodotto e contemporaneità di bacini produttivi in crisi di materia prima. Soltanto nel primo semestre 2023 abbiamo avuto un paio di eventi eccezionali: a febbraio la mancanza quasi totale del prodotto “iceberg” e, in queste settimane, una criticità pesante sul reperimento del prodotto “radicchio” ed indivie in generale e buona parte delle baby leaf. Criticità che si percuoterà ancora per alcune settimane”.

  • Rosario Rago, presidente dell’OP Rago: la prima Gamma evoluta è un competitor significativo? Quanto impatta sulla crisi della IV Gamma?

“La prima gamma evoluta non ha significativi margini di crescita perché costa di più della IV e ha costi di base importanti; il consumatore, inoltre è abituato a un consumo veloce, non è propenso a lavare, asciugare il prodotto, rischiando di buttarne se non consumato interamente. Con la prima gamma evoluta aumentano gli scarti, oltre ai costi. Non a caso la IV Gamma sta crescendo in apprezzamento anche al Sud, il consumo è fidelizzato. La problematica dei cambiamenti climatici che stanno portando a basse rese e mancanza di prodotto: questo è il tema del momento”.

  • Parola ora ad Antonio Salvatore, presidente di OP Oasi: quali sono le proposte e richieste per uscire dalla crisi? Cosa dovrebbero fare le istituzioni (MASAF), in prima battuta, per risollevare il settore?

“E’ necessario creare un tavolo di concertazione che raccolga tutti gli attori della filiera e sia in grado di fornire soluzioni strategiche e non palliative. I dati che la GD e la GDO espongono, relativamente all’aumento dei prezzi che hanno dovuto subire dalla filiera agricola nel 2022, sono “inquinati” dai prodotti di I Gamma, frutta e verdura tal quale. Questi prodotti, anche perché legati a logiche di approvvigionamento presso i mercati generali, hanno ottenuto maggior riconoscimento in termini remunerativi. Di fatto l’aumento dei prezzi dei prodotti di IV Gamma in distribuzione è stato estremamente limitato e comunque non sufficiente per favorire una situazione di stabilità nella filiera. L’approvvigionamento dei prodotti di IV Gamma è regolato da contratti annuali con prezzo chiuso.
Un altro elemento molto importante di concertazione tra tutti gli attori della filiera, istituzioni incluse, è rappresentato dalla logistica sia in ingresso (reperibilità del prodotto da bacini di produzione sempre più lontani) sia in uscita (fornire prodotto lavato e confezionato oltre i 500/600 km).
Crediamo che l’elemento più incisivo e determinante da ben esporre e chiarire, sia con le istituzioni che con tutti gli interlocutori della filiera a valle, è che risulta assolutamente sbagliato trattare i prodotti di IV Gamma alla stregua di qualsiasi altro prodotto industriale; si parla infatti di un prodotto agricolo che viene adeguatamente valorizzato, e non industrialmente trasformato, da parte di organizzazioni di produttori strutturate e virtuose. Purtroppo, le evidenti problematiche di reperimento della materia precedentemente descritte, oltre alle caratteristiche stesse del prodotto freschissimo, sono palesi indicatori che è quasi impossibile garantire, per tutto l’anno, quantitativi, prezzi e qualità omogena ed uniforme del prodotto: ricordiamo che il prodotto che viene raccolto oggi, domani è già in vendita presso i banchi della distribuzione”.

  • Quali effetti potrebbe avere sul settore una proposta di normativa UE sugli imballaggi particolarmente restrittiva? Lo chiediamo a Luciano DI Pastina, presidente OP San Lidano

“Come comunicato attraverso le nostre associazioni di rappresentanza riteniamo che le proposte formulate a livello europeo vadano scritte tenendo conto delle specificità del settore e in modo chiaro e privo di equivoci. Il riferimento principale riguarda la proposta dell’eliminazione degli imballaggi monouso al di sotto di 1,5 kg. Nel nostro settore è assolutamente improponibile. Però, anche per soddisfare le condizioni ambientali legate alla sostenibilità, si potrebbe ipotizzare di far ragionare le autorità europee sulla razionalizzazione delle varie grammature: attualmente vengono proposte una trentina di pezzature di prodotto che spaziano dai 60 grammi ad 1 kg (referenze aromi escluse). Perché non proporre che il prodotto di IV Gamma sia confezionato al massimo con 7-8 tipi di pezzature? Questo avrebbe un impatto importante, in termini di sostenibilità ambientale, razionalizzazione ed efficentamento della filiera”.

  • Veniamo al rapporto con la distribuzione finale. La GDO chiede più segmentazione e innovazione: queste richieste vengono recepite a monte della filiera? La domanda è stata rivolta a Maurizio Vittori, dirigente di OP Mioorto

“Crediamo che il settore sia tra quelli più ricettivi in termini soprattutto di innovazione: non a caso molte aziende di IV Gamma hanno ampliato l’offerta investendo e proponendo prodotti nuovi e innovati dando vita ai prodotti “fresh convenience vegetali”, coinvolgendo anche gli attori a monte della filiera. Fino al periodo pre Covid è stato abbastanza naturale applicare la segmentazione finalizzata all’innovazione: il settore ha sempre avuto una grande sensibilità verso il consumatore finale attraverso lo studio degli stili di vita, delle tendenze, delle occasioni di consumo. In periodo post-Covid ci si è accorti che è un po’ più difficile mantenere il binomio, anche perché questo presumeva, in precedenza, una importante fase di investimento (materiale ed umano). Per riportare il settore ai floridi livelli precedenti, per ritornare ad investire preventivamente in innovazione, è necessario creare i presupposti di collaborazione con una filiera efficiente, garantita dalla giusta remunerazione del prodotto ed orientata alle esigenze del consumatore finale. Solo la stretta collaborazione e considerazione tra Organizzazioni di Produttori e la distribuzione può risultare determinante per la rinascita del settore”.

Mirko Aldinucci
m.aldinucci@corriereortofrutticolo.it
da freshcutnews.it

Nella foto di apertura da sinistra a destra e dall’alto in basso: Rago, Detratti, Poli, Di Pastina, Salvatore e Vittori

si ringrazia Felice Poli per la collaborazione

 

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