DEL CORE APRE AL BIO NELL’INTERPROFESSIONE: “APERTI AL CONFRONTO TRA FILIERE”

“Da parte nostra c’è piena disponibilità a diventare l’interprofessione dell’ortofrutta rappresentativa anche del segmento bio. Questa attitudine e predisposizione, d’altronde, l’abbiamo già dimostrata fattivamente firmando il protocollo di intesa con AIAB lo scorso giugno”.

Risponde così Massimiliano Del Core (nella foto), presidente di Ortofrutta Italia, al commento di Fabrizio Piva, Il balletto degli accordi sull’interprofessione bio, pubblicato nelle scorse settimane su Greenplanet.

Tuttavia, sottolinea Del Core, l’organizzazione interprofessionale del comparto ortofrutticolo nazionale rappresenta gli interessi dei diversi attori del settore, produzione, commercio, distribuzione. Lo scopo dunque è promuovere lo sviluppo sostenibile e competitivo dell’intero comparto, attraverso l’adozione di misure volte a favorire la qualità, l’innovazione e la sicurezza alimentare.

Raccolgo la provocazione di Fabrizio Piva, e la sua richiesta di allargare al bio l’attuale organizzazione dell’interprofessione dedicata ai comparti del convenzionale, allestendo specifici comitati di prodotto in cui far dialogare i rappresentanti della filiera biologica, dalla produzione al mercato, ed è proprio quello che abbiamo intenzione di fare in OI, sottolineando che la mission di Ortofrutta Italia, per sua natura, è sempre stata e sempre sarà quella di valorizzare il prodotto attraverso una forte azione verticale fra tutti gli anelli della filiera, per mantenere uno stato di armonia ed equilibrio tra gli attori. Uno scopo che non preclude certo le produzioni certificate, anzi, ma che si esplica in un obiettivo di rappresentatività della filiera e di sviluppo di accordi di natura tecnico-commerciale che mirino a contemplare le esigenze di tutti”.

“Ecco perché – conclude Del Core – lo strumento delle regolamentazioni erga omnes, suggerito da Piva, deve essere adottato, laddove ne ricorrano necessità e presupposti,  nel rispetto del compito dell’interprofessione, che è quello di favorire e promuovere lo sviluppo dei consumi, prevenire le crisi produttive, farsi portavoce ed interprete dei desiderata dell’intera filiera. La funzione di regolamentazione tecnico-commerciale dei mercati è infatti uno degli elementi che garantisce grandi potenzialità all’azione dell’interprofessione, che gode del vantaggio di poter favorire e facilitare il confronto concreto al proprio tavolo tra le competenze dell’intero comparto ortofrutticolo, convenzionale e, perché no, biologico”.

Chiara Brandi

(fonte: Greenplanet.net)

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