GRAPE ATTRACTION: L’UVA DEL FUTURO SARÀ SNACK. L’ITALIA FA LEVA SUL CATASTO

Tanti spunti d’interesse dall’edizione 2023 di Grape Attraction, che si è svolto nella giornata inaugurale della fiera di Madrid lo scorso 3 ottobre.

“Un congresso incentrato prevalentemente sullo sviluppo dell‘uva senza semi e sullo stato dell’arte dell’innovazione varietale per ‘approdare’ al trend dei consumi“, riassume Massimiliano Del Core, presidente di Ortofrutta Italia e della Commissione uva da tavola (CUT).

“L’uva da tavola si conferma referenza importante sia per la Spagna che per l’Italia e Alvaro Munoz, CEO del gruppo AM FRESH, ha presentato il progetto Bloom Fresh, frutto dell’accordo tra IFG e SNFL: un colosso che vuole ridefinire il modo in cui si pensa all’uva da tavola e alle ciliegie, con nuovi standard su ciò che è possibile fare nel settore. Un progetto ambizioso che interessa ben 24 Paesi”.

Massimiliano Del Core

Alla luce dell’evoluzione del mercato, sottolinea Del Core, sono ancora più attuali e impattanti le iniziative che CUT sta attuando sul territorio italiano, a partire dal progetto di filiera che è stato considerato finanziabile nei contratti di filiera MASAF in cui le aziende si misureranno per investimenti, per innovazione e promozione.

Un’innovazione che, è emerso a Grape Attraction, deve però viaggiare di pari passo con la fidelizzazione del consumatore: sono questi i due focus su cui si gioca il successo delle filiere di Italia e Spagna. L’uva del futuro, è stato detto a Madrid, sarà sempre più in formato snack, rivolta al consumo on the go più che come “table fruit”.

“I dati del catasto varietale uva che CUT ha realizzato con CSO – aggiunge Del Core – offrono un quadro molto puntuale non solo della situazione attuale ma anche dei trend degli ultimi 3-5-10 anni in tema di innovazione”.

Resi disponibile in forma definitiva lo scorso 18 settembre ai soci del CUT, alle OP che hanno partecipato al censimento e al CSO, “i dati  -conclude  Del Core – saranno l’humus su cui andremo a costruire programmi di innovazione del comparto e su cui lavoreremo insieme ai breeder nazionali e internazionali”. L’uva da tavola, insomma, prepara il suo futuro.

Mirko Aldinucci
m.aldinucci@corriereortofrutticolo.it

 

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