DEL CORE: “IL FUTURO DEL SETTORE SI GIOCA SU AGGREGAZIONE, INNOVAZIONE E RICAMBIO GENERAZIONALE”

di Cristina Latessa

Nel 2022 l’inflazione ha determinato un ridimensionamento degli acquisti domestici della gran parte dei prodotti alimentari, per la frutta fresca una contrazione dell’1,2% a volume (+3,2% a valore) e per gli ortaggi freschi -6,75 a volume e +4,75 per la spesa. E’ quanto emerso dal rapporto 2023 sull’agroalimentare italiano curato da ISMEA  e presentato a palazzo Merulana a Roma.

Sul calo dei volumi dell’ortofrutta – segnala il rapporto – “anche la scarsità di alcune produzioni ortofrutticole fresche, in un’annata difficile per il settore agricolo, è alla base delle contrazioni dei volumi acquistati di questi prodotti”.

Per approfondire cifre e riscontri giunti dal Rapporto Ismea nel merito dell’ortofrutta, il Corriere Ortofrutticolo ha intervistato Massimiliano Del Core (nella foto), presidente di Ortofrutta Italia.

“Intanto nei numeri espressi dal Rapporto – rileva Del Core – , estremamente puntuali e visti con diverse chiavi di lettura, sicuramente l’ortofrutta ha una partecipazione importante, sia in termini di prodotto trasformato che fresco e freschissimo, sia consumato a casa che fuoricasa, e anche esportato, e quindi credo l’analisi sia fortemente da calare nel sistema ortofrutticolo per avere degli elementi ed effettuare correzioni. La prima, quella richiamata da tutti gli intervenuti alla presentazione del Rapporto, è quella di puntare sull’aggregazione, la seconda, altrettanto importante, è quella dell’innovazione e del ricambio generazionale”.

– L’ortofrutta, secondo il rapporto ISMEA, è al secondo posto nell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari verificatosi nel 2022. In particolare i prezzi degli stagionali sono aumentati più dei trasformati, al contrario della media UE.

“E’ vero che la Grande Distribuzione ha fatto un’operazione di responsabilità non scaricando sul mercato tutto il tasso di inflazione verificatosi lungo la filiera, ma è anche vero che i produttori agricoli hanno sofferto molto. Di contro, l’elemento che rende così volatili i prezzi, in generale in agricoltura, ma soprattutto nell’ortofrutta, non è solo quello inflattivo, che ha cause esogene che arrivano dall’alto, ma un elemento che dipende anche da noi, oltre che dal fattore climatico, ovvero l’eccesso produttivo. Una dinamica che si può sconfiggere solo con l’aggregazione”.

– Dal rapporto ISMEA emerge che il 29% degli agricoltori intervistati intende fare un investimento nel corso del 2023, la quota più alta dal 2015. Questa propensione c’è anche nell’ambito ortofrutta?

“Sì, l’ortofrutta ha bisogno, quanto e più delle altre filiere, di investire sia nell’innovazione in campo, sia nell’innovazione di processi, quindi c’è questa propensione ad investire, mi risulta ed è direi essenziale. Speriamo che gli imprenditori possano avere la forza, il coraggio e anche il sostegno necessario per fare questi investimenti”.

– Propensione a investire che ai giovani imprenditori di solito non manca

“Sì, con la difficoltà del ricambio generazionale tipica del settore agricolo, per cui si sovrappongono due visioni, due culture, nell’approccio alla produzione e al mercato, ma soprattutto i giovani sono consapevoli dell’importanza di fare investimenti per affrontare meglio le sfide del mercato”.

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