FINOCCHIO, UN ORTAGGIO “PREZIOSO” DALLE INFINITE RISORSE: COSA È EMERSO DALLA PRIMA GIORNATA NAZIONALE

di Cristina Latessa

Il comparto del finocchio presenta numerose potenzialità per implementare “innovazioni ecosostenibili”, soprattutto i cosiddetti scarti possono divenire risorse importanti, impiegabili in diversi settori, dal riutilizzo come compost all’interno del sistema agricolo, all’impiego nel settore nutraceutico e cosmetico, oppure divenire fonti di energia attraverso la pirogassificazione e dare anche una mano all’eterno problema di materiali alternativi alle plastiche, grazie alle pectine di finocchio che si possono trasformare in bioplastiche.

Tutto questo è emerso nei lavori introduttivi del convegno “L’ortaggio prezioso” organizzato a Portici (Napoli) in occasione della celebrazione della prima giornata nazionale del finocchio ideata da GemmaEditco/Corriere Ortofrutticolo, in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, e ospitata all’interno della splendida Reggia di Portici che del Dipartimento di Agraria è anche sede da 150 anni.

Le grandi qualità e opportunità dell’ortaggio prezioso

Dopo i saluti di Antonio Felice, direttore editoriale di Gemma Editco/Corriere Ortofrutticolo, Stefania De Pascale, docente ordinaria di orticoltura dell’Università Federico II, ha illustrato lo scenario di innovazione e sostenibilità in cui si muove e può ulteriormente muoversi questo prezioso ortaggio, come appunto definito nel titolo assegnato al convegno, per le sue molteplici valenze e benefici, non solo in campo alimentare ma anche fitoterapico.

Stefania De Pascale, docente ordinaria di orticoltura dell’Università Federico II

La nuova sfida: far conoscere di più il finocchio al consumatore

Per garantire la “sostenibilità economica” dell’innovazione – ha aggiunto De Pascale – è necessaria la ricerca applicata ai diversi contesti e occorrono trasferimento tecnologico e investimenti in logistica e infrastrutture. L’appello di De Pascale, rivolto agli esponenti delle aziende sementiere Bayer Seminis, Bejo Italia, Cora Seeds, Enza Zaden e HM.Clause che sono intervenuti nella tavola rotonda seguita all’illustrazione della docente universitaria, è stato di contribuire alla sfida globale in cui deve essere impegnata tutta la filiera al fine di far conoscere meglio il prodotto finocchio presso il consumatore, favorendone così anche l’acquisto, soprattutto all’estero.

“Perciò eventi come questo, interamente dedicato a informare sul prodotto finocchio – ha sottolineato De Pascale – sono catalizzatori mediatici molto importanti al fine di dare più consapevolezza al consumatore. Ed è sicuramente un valore aggiunto la presenza a questo evento di un personaggio dal grande impatto mediatico quale è lo chef Gennaro Esposito”.

Sulla sostenibilità e innovazione in cui sono impegnate le rispettive aziende hanno espresso il loro intervento Elisabetta Martella di Bayer Seminis, Emilio Esposito di Hm.Clause, Antonio Cavallaro di Enza Zaden, Marco Landi di Cora Seeds e Giorgio Calefato di Bejo Italia.

Da destra: Elisabetta Martella di Bayer Seminis, Emilio Esposito di Hm.Clause, Antonio Cavallaro di Enza Zaden, Giorgio Calefato di Bejo Italia e Marco Landi di Cora Seeds

 

Gli obiettivi delle aziende: sostenibiità e ottimizzazione della shelf life

Il principale impegno nel percorso di sostenibilità per Bayer Seminis è ridurre le superfici salvaguardando l’ambiente e aumentando le rese. Hm.Clause ha messo l’accento sulla capacità di trovare una maggiore efficienza di lavorazione a vantaggio del consumatore e dell’ambiente. Enza Zaden ha sottolineato come sia prioritaria per loro la ricerca e selezione in ambienti diversi per rispondere alla sfida climatica. Cora Seeds e Bejo Italia hanno sottolineato l’importanza che danno alla valorizzazione dei singoli areali e quindi a prodotti perfettamente integrati al territorio che siano così in grado di affrontare meglio non solo la sfida climatica ma anche quella di una più lunga e ottimale conservazione sugli scaffali. Un fatto, questo di impegnarsi sempre più ad ottimizzare la shelf life, che tutti gli intervenuti hanno ritenuto fondamentale per proporre un prodotto Made in Italy assolutamente competitivo ed apprezzato sui mercati esteri dove invece – è stato sottolineato all’unanimità – non ha ancora l’adeguata conoscenza e valorizzazione. In questo senso, va dunque fatta più informazione, e le aziende sementiere stanno facendo la loro parte, per creare più consapevolezza nei consumatori e indirizzarli a puntare ed apprezzare il prodotto italiano.

Lo chef Gennaro Esposito è intervenuto al convegno, tenendo una vera e propria lezione sull’utilizzo del finocchio in cucina, mentre la ricercatrice universitaria Giuseppina Costabile ne ha illustrato le caratteristiche salutistiche e nutrizionali.

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