REGOLAMENTO IMBALLAGGI AMMORBIDITO, PRIMO VIA LIBERA DELL’UE

Primo via libera dall’europarlamento, a larga maggioranza, al regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr) che introduce target di riutilizzo e divieti al packaging monouso.

Con 426 voti favorevoli, 125 contrari e 74 astenuti la plenaria ha approvato un testo più morbido rispetto alla proposta iniziale della commissione. Diversi emendamenti, presentati dai gruppi di maggioranza, sono infatti passati prima del voto finale sulla proposta di regolamento. Con il voto di oggi il Parlamento Europeo ha definito la sua posizione negoziale. Il Consiglio UE la definirà il 18 dicembre e si procederà poi con il trilogo, che inizierà verosimilmente a gennaio. A darne notizia è Il Sole24Ore

L’Italia, a partire dalle imprese e dalle associazioni più colpite dal provvedimento, quelle di packaging e agroalimentare, si è sempre detta contraria all’impostazione iniziale presentata dalla commissione. Le modifiche chieste in questi mesi riguardano soprattutto due punti: i target di riutilizzo e il divieto del packaging monouso. La filiera vitivinicola italiana ha esultato quando il voto in commissione Ambiente, lo scorso 24 ottobre ,– primo via libera alla proposta di regolamento della commissione – ha escluso le bottiglie di vino dal sistema dei target di riutilizzo per il vetro che avrebbero costituito un impatto oneroso per il settore, anche solo per la riorganizzazione della supply chain. È tuttavia rimasto all’interno dei vincoli del riuso, al momento, il comparto degli aperitivi, amari, liquori e distillati italiani. Una differenziazione che moltiplica i circuiti dei vuoti.

La sicurezza alimentare – e la prevenzione dello spreco – sono argomenti spesi anche a favore del packaging monouso, che nella proposta iniziale della commissione veniva ridimensionato, indicando il bando, tra le altre cose, di confezioni in plastica per frutta e verdura inferiori a 1,5 kg, delle bustine di zucchero e delle monoporzioni in generale a favore di prodotti sfusi.

I punti contestati in questi mesi hanno riguardato anche l’introduzione di sistemi di deposito cauzionale (Drs) finalizzati al riciclo per i Paesi che non riescissero a raggiungere alti target di raccolta. E l’high-quality recycle, un riciclo di alta qualità che impone di riciclare un imballaggio e riprodurre lo stesso con la materia prima seconda. Un’impostazione che è in contraddizione con il sistema finora adottato, per cui la materia ricavata dal riciclo dei rifiuti da imballaggio viene usata dove c’è la domanda, come il settore dell’automotive per esempio. Infatta nella versione finale votata dal parlamento è passata la versione open loop: non più con l’obbligo di andare da bottiglia a bottiglia, i materiali da riciclo possono essere usati per fare anche altro.

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