AMBRUOSI & VISCARDI VIRA SULLA IV GAMMA PUNTANDO AD UNA FILIERA GREEN

di Cristina Latessa

Massima qualità, rispetto dell’ambiente, autosufficienza energetica e filiera chiusa: sono questi i punti cardine della strategia aziendale di Ambruosi & Viscardi, leader nella coltivazione e distribuzione di insalate riccia, scarola, pan di zucchero, radicchio rosso e spinaci da 30 anni. Dalla produzione della prima gamma, l’azienda di Porto S.Elpidio (Fermo) ha via via puntato sulla specializzazione in IV Gamma, che ora è il suo core business, con un’offerta molto variegata che va dalle insalate in busta, a quelle pronte in ciotola e in vaschetta, ma anche altre verdure pronte e baby leaf. L’azienda marchigiana sta guadagnandosi un consenso crescente di mercato grazie a una proposta che cura la qualità nei dettagli e una coltivazione sostenibile che assicura la freschezza del prodotto senza ricorso ad aiuti chimici.

Fresh Cut News ha incontrato Nicola Ambruosi (nelle foto), amministratore unico dell’azienda, per tracciare un bilancio su questo 2023 che sta volgendo al termine.

– Come si chiude il 2023 per la vostra azienda, in termini di fatturato e di obiettivi centrati?
“La nostra azienda dovrebbe chiudere il 2023 con un fatturato di 30 milioni di euro; questo è stato un anno di ripresa e assestamento dopo un 2022 difficile anche per noi. Ma, soprattutto, il 2023 è stato un anno di grandi cambiamenti. Abbiamo abbandonato quel ramo di azienda con cui siamo nati, ovvero la prima gamma, che sviluppava circa 8 milioni di euro. Un fatturato che siamo comunque riusciti a recuperare nel nuovo corso incentrato sulla IV Gamma”.

– “Cuore e natura” è il claim del vostro Marchio, ci dica perché avete puntato su queste due parole.
“Cuore perché nasciamo come produttori di ciò che trasformiamo e, quindi, in tutto quello che facciamo ci mettiamo il cuore: quello che ci muove è prima di tutto la passione. Natura perché, avendo una filiera chiusa, conosciamo molto bene il ciclo naturale dei prodotti e viviamo a stretto contatto con la Natura. Poi, siamo a tutti gli effetti una azienda “green”: dal 2010 abbiamo progettato e realizzato un impianto fotovoltaico da 2 Megawatt e un impianto a biogas alimentato dai nostri stessi scarti di produzione con cui produciamo energia elettrica e del quale utilizziamo il digestato di risulta per concimare i nostri campi. Natura vuol dire anche questo, massimo rispetto per l’ambiente e riutilizzo”.

– Nella vostra politica di qualità, quanto aiuta il fatto di essere una “filiera chiusa”, in grado quindi di offrire una totale tracciabilità del prodotto dalla semina all’imbustamento?
“La filiera chiusa è fondamentale, ci permette di avere una alta qualità e di produrre ed essere specializzati in determinati prodotti, su cui ci siamo focalizzati, come le verdure pronte da cuocere, che altri non avevano o a cui erano poco interessati. Tutto questo sta pagando, perché se oggi i clienti vogliono avere qualità, continuità e serietà nella fornitura di queste referenze, sanno che possono rivolgersi a noi”.

– Il 2023 è stato un anno orribile per molte aziende di IV gamma a causa dei rincari energetici e costi produttivi. Per voi è stato più facile reggere alla tempesta grazie alla autosufficienza energetica raggiunta con i vostri impianti (fotovoltaico e a biogas)?
“L’autosufficienza energetica senz’altro ci ha aiutato tantissimo, oggi tutti gli investimenti fatti in questo campo ci danno un valore aggiunto che altri non hanno”.

– Cosa bolle in pentola sul fronte delle novità di prodotto? Pensate anche ad altre iniziative nella comunicazione dopo la campagna proposta nel 2022 con Massimiliano Ossini come testimonial?
“Dallo scorso ottobre abbiamo proposto un concorso a premi che mette in palio esperienze benessere e, come estrazione finale, un viaggio in crociera. Questa iniziativa ha l’obiettivo di profilare meglio le esigenze dei nostri consumatori e di avvicinarli e fidelizzarli al brand. Parlando di novità, che non riguardano i prodotti ma i modelli di agricoltura ancora più sostenibili, siamo impegnati su vari fronti. Per esempio, stiamo portando avanti ricerche sugli insetti antagonisti che lanciamo attraverso l’uso dei droni sui nostri campi, per colpire quelli dannosi che monitoriamo con trappole di ultima generazione. Poi, procediamo con la misurazione dei contenuti di clorofilla nei campi via satellite per vedere se ci sono malattie o colture sotto stress; tutto questo per rendere sempre meno impattante l’utilizzo di prodotti chimici. Infatti su molti dei nostri prodotti abbiamo ottenuto certificazioni di residuo zero, una strada che intendiamo perseguire in un futuro prossimo su tutta la produzione per offrire un prodotto sano e sostenibile ai nostri consumatori”.

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