IL MONDO DELLA PERA CHIEDE ALTRI FONDI AL GOVERNO: “300 MILIONI DI DANNI, PER SOPRAVVIVERE SERVE UN ALTRO SFORZO”

di Emanuele Zanini

Il mondo della pera si appella al Governo, stimando in 300 milioni i danni subiti dal settore. Mauro Grossi, Thomas Brandstaetter e Adriano Aldrovandi, rispettivamente presidenti del Consorzio di Tutela della Pere dell’Emilia Romagna IGP, dell’OI Pera e del Consorzio UnaPera, hanno diramato una lettera aperta diretta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro delle Politiche Agricole Francesco Lollobrigida per rimarcare una volta in più la drammatica situazione in cui versa il comparto.

Nel documento, pubblicato tra l’altro sull’edizione del Sole 24 Ore di oggi in un’inserzione a pagamento, i vertici delle tre organizzazioni sottolineano come il settore delle pere sia a rischio estinzione. Ricordano come a causa del cambiamento climatico, dal 2018 al 2023, è andato perso almeno un terzo della superficie coltivata. “Nello stesso periodo si sono dimezzati i consumi, anche per effetto della riduzione dell’offerta e in quest’ultimo anno la produzione si è ridotta addirittura a un terzo rispetto al 2022, anno già al di sotto della media, per effetto delle gelate primaverili e dell’alluvione”. Nonostante tutto, osservano, “i produttori continuano ad investire”, attraverso le tre realtà presiedute da Grossi, Brandstaetter e Aldrovandi.

“Emergenza di interesse nazionale”

Quella in atto viene definita un‘emergenza di interesse nazionale, poiché coinvolge un comparto che impeiga oltre 50 mila persone, coinvolgendo “aspetti non solo legati all’abbandono dell’agricoltura, ma anche dell’industria, del commercio e dei servizi collegati”.

“Danni per 300 milioni”

Oggi il nostro settore è allo stremo”, scrivono i tre firmatari. “Le perdite subite sono devastanti”, premettono, chiedendo quindi al Governo di aumentare gli aiuti previsti. “Pur apprezzando i 10 milioni di euro finalmente stanziati per i ristori, a fronte di un danno stimato in oltre 300 milioni di euro rispetto alle condizioni ordinarie, chiediamo al Governo di fare un ulteriore sforzo per dare il giusto e indispensabile sostegno al nostro comparto. È necessario aumentare la dotazione finanziaria dell’intervento per scongiurare ulteriori abbandoni del settore e garantire la sopravvivenza di un’intera filiera che trascende i confini dell’agricoltura”.

“Il contributo si limiti alle zone più colpite”

Infine, un’ultima richiesta: “Chiediamo che il contributo, per poter essere più efficace, sia limitato alle zone più colpite e concesso solo a chi non abbandona la produzione, visto che dovrà accollarsi almeno 20 mila euro di costi per ettari per produrre già nella campagna entrante”.

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