IL CONSORZIO ARANCIA ROSSA DI SICILIA IGP SI DIMETTE DAL DISTRETTO AGRUMI, DIVAMPA LA POLEMICA

di Angela Sciortino

Operazione verità” l’ha definita il presidente. Fatta nel corso della partecipata assemblea di soci e sottoscrittori del Patto del Distretto Agrumi di Sicilia che si è svolta lo scorso 13 dicembre, presso l’Hotel Gelso Bianco di Catania. Federica Argentati che, oltre ai soci ha convocato anche gli stakeholder che da anni condividono le scelte e i progetti del Distretto, ha affrontato il tema delle recenti dimissioni di quattro amministratori, di cui tre consiglieri del Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, anch’esso dimissionario dopo ben quasi 15 anni di attività e sinergie con tutti gli altri consorzi di tutela DOP ed IGP siciliani.

Federica Argentati durante l’assemblea del Distretto Agrumi di Sicilia

Argentati: “Dimissioni inaspettate, mai chiesto un confronto”

Dimissioni – ha puntualizzato a margine dell’assemblea la presidente del Distretto – sopraggiunte inaspettatamente, senza aver mai chiesto un confronto interno, mai portato una ragione, mai avanzato un’idea”. Dimissioni comunicate con una semplice pec. Di fronte alla quale la presidente del Distretto, parecchio contrariata, ha voluto fare una vera e propria “operazione verità” presentando una relazione minuziosa e dettagliata per fugare ogni possibile dubbio sulla correttezza della gestione e del rapporto con gli amministratori e la base sociale.

Ma prima ha sottolineato la gravità delle dimissioni del Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa IGP, definendo questa operazione “un tentativo maldestro e mal riuscito di rallentare l’azione di uno strumento territoriale a supporto dell’intero settore, in un momento cruciale, con progetti importanti sviluppati dal Distretto già in cantiere, come il Cluster in Sicilia del valore di 1,8 milioni di euro, finanziato al 90% dalla Regione, o quello del Distretto del Cibo dal valore di 1 milione di euro, finanziato al 100% da Ministero e Regione. Progetti in cui il ruolo del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP poteva essere centrale”.

Il Cluster, in particolare, ora, venuto meno un importante partner del progetto, dovrà ora essere rimodulato in funzione delle mutate esigenze e ricontrattato con l’amministrazione regionale. “Ci chiediamo – ha affermato la presidente del Distretto – se il Consorzio Arancia Rossa abbia mai consultato i produttori agrumicoli associati e se i dimissionari abbiano davvero condiviso le opportunità che stanno rischiando di perdere e, quindi, le loro responsabilità”.

Proseguendo, Argentati ha esposto con chiarezza che il Distretto è in regola dal punto di vista amministrativo, organizzativo e contabile, supportata da documenti forniti da studi professionali e da atti formali. “Il Distretto – ha ricordato la presidente – è una realtà riconosciuta da oltre un decennio anche a livello nazionale quale modello virtuoso e apripista di aggregazione tra consorzi, associazioni, mondo scientifico, produttori e istituzioni”. Secondo Argentati, poi (e non è la prima volta che lo afferma) sarebbe necessario definire ruoli chiari tra i vari strumenti, considerata la confusione palesata nella sovrapposizione tra distretti, consorzi di tutela, Gal e altri.

Gerardo Diana

Diana: “Il Consorzio ha bisogno di rafforzarsi, farà solo investimenti che può permettersi”

Ma perchè il Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP è uscito dal Distretto? “La struttura in questa fase ha bisogno di rafforzarsi e farà solo gli investimenti che può permettersi con le risorse che i soci mettono a disposizione”, afferma il presidente Gerardo Diana. “Per non perdere di vista l’obiettivo principale che è la tutela del marchio – chiarisce Diana – preferiamo adottare la politica dei piccoli passi”.

Ergo, il Consorzio di tutela teme di doversi imbarcarsi in attività di ampio respiro che impegnano molto dal punto di vista economico. Anche se coperti al 90 o al 100 per cento da contributo pubblico, i progetti richiedono anticipazioni di spese non indifferenti per la cui restituzione non sono prevedibili con certezza i tempi. Una implicita ammissione, dunque, della fragilità economica della struttura che dovrebbe tutelare e valorizzare il prodotto di punta (dopo il vino) della Dop economy siciliana.

“Dal Distretto Agrumi di Sicilia – ha concluso Argentati – continuiamo ad esortare alla responsabilità nei confronti del territorio e del settore agrumicolo, convinti che i protagonismi personali danneggiano il progresso collettivo. Il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia rimane focalizzato sulla sua missione di promuovere l’aggregazione e il valore delle produzioni agrumicole siciliane e di tutelare l’intero comparto”.

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