CRISI DEL MAR ROSSO, COSTI RADDOPPIATI PER I CONTAINER DALL’ASIA AL MEDITERRANEO

La crisi nel Mar Rosso sta creando disagi a non finire al mondo della logistica, dei trasporti e non solo. Le rotte marittime tra Oriente e Occidente stanno per forza di cose tagliando fuori il Canale di Suez, alle prese con attacchi terroristici in serie, tra cui quelli delle milizie yemenite che hanno preso di mira navi commerciali nella parte meridionale del Mar Rosso, come quello dello scorso 2 gennaio ai danni della portacontainer Cma Cgm Tage, e fortunatamente non colpita: è il 24esimo caso dal 19 novembre.

Nel frattempo una ventina di compagnie hanno annunciato il blocco delle navi nel Mar Rosso e nel Canale di Suez, dirottandone la navigazione intorno all’Africa meridionale, e l’aumento delle tariffe che ormai sono lievitate di oltre il 100% sulle rotte Asia – Nord Europa e Asia – Mediterraneo.

Per un contaier da Shanghai a Genova prezzi aumentati del 114%

La crisi ha generato un boom dei costi delle tariffe di trasporto dall’Asia all’Europa. Da Shanghai a Genova, per esempio, i prezzi sono aumentati del 114%, a 4.178 dollari per un container da 40 piedi.

Il 2 gennaio, come ricorda anche il Corriere Marittimo, la compagnia francese CMA CGM ha annunciato l’aumento delle tariffe container (Freight All Kinds – FAK rates) sulla rotta Asia – Nord Europa, a partire dal 15 gennaio, fino al 100% rispetto al 1° gennaio, pari a 3.200 dollari (per container da 20”) e 6.000 dollari (per container da 40’).
La svizzera MSC ha aumentato i prezzi poiché le navi vengono dirottate intorno all’Africa meridionale anziché attraversare il Mar Rosso e il Canale di Suez.
Sempre il 2 gennaio Maersk ha esteso la sospensione dei servizi attraverso il Mar Rosso e il Golfo dello Aden, a sud dello Yemen, mantenendolo per il “prossimo futuro”, “fino a nuovo avviso”.

D’Agostino: “Il Mediterraneo rischia di essere tagliato fuori”

“Per Trieste ci saranno almeno un paio di settimane di sosta – afferma al Corriere della Sera Zeno D’Agostino, presidente del porto triestino, primo in Italia per volume di merci in transito. “Se la situazione dovesse protrarsi, il rischio è che le navi, una volta circumnavigata l’Africa, puntino direttamente sui porti del Nord Europa a discapito del Mediterraneo”.

Ma ad essere particolarmente penalizzati, oltre alla stessa Trieste, sono anche gli scali di Genova, Gioia Tauro, La Spezia.

Ridisegnare le rotte fa aumentare i costi. “Passando per il Capo di Buona Speranza il viaggio si allunga di 14-15 giorni – spiega Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi. Solo per il carburante ci vogliono tra i 650 mila e 1 milione di dollari a viaggio”.

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