BIOTECNOLOGIE E TAGLIO AI FITOFARMACI, L’EUROPA SI DIVIDE

Nuova Pac, fitofarmaci e biotecnologie. A Bruxelles si è tenuta la prima riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca della Ue del semestre di presidenza belga. Nella presentazione del programma di lavoro, il vice primo ministro e ministro dell’Agricoltura, David Clarinval (nella foto), ha evidenziato l’obiettivo di far avanzare, in particolare, le discussioni sulle proposte di regolamento in materia di inquadramento delle nuove tecniche genomiche nell’ordinamento dell’Unione e sull’uso sostenibile dei fitofarmaci.
Inoltre, la presidenza belga avvierà una riflessione sul futuro della Pac dopo il 2027, tenendo anche conto dei lavori nell’ambito del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura promosso dalla Commissione.
Il dibattito seguito alla presentazione del programma ha messo in evidenza la diversità delle posizioni che ancora sussistono sull’inquadramento delle nuove tecniche genomiche.
Difficilmente potrà essere raggiunta un’intesa prima della conclusione della legislatura europea. Anche sulla proposta relativa alla riduzione dell’uso di fitofarmaci, si registrano punti di vista divergenti in seno al Consiglio. Alcuni Stati membri, infatti, sono contrari a seguire la posizione del Parlamento europeo che ha chiesto formalmente il ritiro del progetto legislativo.
Sulla base di una relazione introduttiva della Commissione, il Consiglio ha poi fatto il punto sulle relazioni commerciali, con particolare riferimento ai contatti in corso con l’Australia e con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). In discussione anche il crescente flusso di importazioni di prodotti agroalimentari dall’Ucraina, a seguito della totale sospensione, in scadenza a giugno, dei dazi doganali decisa dalle Ue.
Le vendite nella Ue sono arrivate ad incidere per la metà sul totale dell’export ucraino di settore. A breve, è attesa una proposta della Commissione per il rinnovo della sospensione che potrebbe, però, includere il varo di restrizioni in caso di gravi squilibri sul mercato della Ue o in singoli Stati membri.
Durante la sessione del Consiglio è stato anche presentato il testo sottoscritto da Italia, Austria e Francia, con il sostegno di altri nove Stati membri, sulla carne coltivata. Le produzioni basate su cellule artificiali, si legge nel documento, «rappresentano una minaccia agli approcci primari basati sull’agricoltura e ai metodi di produzione alimentare genuina che sono al centro del modello agricolo europeo». Pertanto, prima di qualsiasi autorizzazione al commercio, dovrà essere svolta una consultazione pubblica e una rigorosa valutazione d’impatto.

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