AL NORD ITALIA ORTOFRUTTA MESSA IN CRISI DA CALDO E MALTEMPO


Lun 26 Lug 2010

Tra il Veronese e l'Alto Mantovano temporali e trombe d'aria devastano le coltivazioni. Tra Cremona e Mantova i meloni vanno ko a causa delle temperature africane. Perini: «Si temono crolli di rese del 50%»


Caldo e maltempo non danno tregua alle contivazioni di frutta e ortaggi al nord Italia. Dopo le temperature africane della settimana scorsa violenti temporali hanno imperversato in alcune aree della Pianura Padana. In particolare tra la provincia di Verona e quella di Mantova si sono registrati notevoli danni alle coltivazioni per una tromba d’aria e per la grandine che si sono abbattute nella zona di Valeggio sul Mincio e che si è in parte prolungata nella parte settentrionale della provincia di Mantova, tra i Comunidi Volta Mantovana e Roverbella.


A Valeggio sul Mincio, dove il Coune ha chiesto lo stato di calamità, gli agricoltori confermano che la stagione ortofrutticola è compromessa. Finita la campagna delle pesche e degli ortaggi di stagione, con l’ortofrutta devastata dalla tempesta.


Dall’altra parte il caldo, che fa strage di meloni con un calo stimato del 30 per cento dei raccolti nelle zone vocate della pianura padana dove si sono registrati i più elevati picchi di temperatura. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che prima le forti piogge e poi l’afa soffocante stanno provocando una vera strage del prodotto.


Le piante di melone indebolite dalle condizioni meteo estreme hanno perso parte dei fiori e dei piccoli frutti. In alcuni casi - precisa la Coldiretti - sono dovuti intervenire gli stessi agricoltori per alleggerire le “madri” stressate dal caldo e che si rischiavano di non riuscire a nutrire tutti i frutti che erano nati. Ad essere colpiti pesantemente sono soprattutto i meloni IGP tipici coltivati in particolare nelle zone di Mantova e Cremona. “Prima c’è stato un inverno lungo, con temperature basse, continue piogge, allagamenti e ristagni d’acqua. Tutto questo ha impedito alla pianta di mettere delle radici salde - racconta Massimo Perini (nelle foto), presidente dell’Associazione produttori di meloni di Casteldidone (Cremona) - Poi, dall’inverno si è passati direttamente all’estate, con un clima torrido. E le piante hanno collassato. Anche ad occhio si vede che sono più esili, meno verdi. Per poter ripartire con una nuova fioritura spesso è stato necessario staccare i primi frutti, che non sarebbero maturati nel modo giusto e al tempo stesso, avrebbero tenuto la pianta bloccata. Il raccolto programmato per luglio sta slittando ad agosto, con una resa inferiore. In alcuni casi si temono crolli anche del 50 per cento”.



Lo stress da caldo di queste settimane ha colpito anche i pomodori, con cali del 20%. La produzione del pomodoro destinato a passate, polpe e conserve al momento del raccolto in agosto scenderà probabilmente a 600 quintali per ettaro rispetto agli 800 di una situazione normale. Sopra i 30 gradi – spiega la Coldiretti - anche le piante vanno in stress e, non riescono più a lavorare e si fermano, nonostante l'irrigazione. I campi sono stati stretti in una morsa di condizioni meteo estreme: prima le piogge torrenziali del mese scorso hanno allagato i campi e impedito lo sviluppo delle radici, mentre adesso - continua la Coldiretti - l'afa africana sta indebolendo i pomodori, che seccano, facendo cadere fiori e frutti.
 

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In questo numero

IL “BUSINESS” MEDITERRANEO
Integrazione vincente

  • Batteriosi del kiwi, allarme esagerato? PAG.21
  • Pere, Cina superstar Consumi insufficienti PAG.29
  • Export in ripresa nel primo trimestre PAG.32
  • Meloni e angurie, l’estate inizia con alti e bassi PAG.65

 

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