BOLLETTINI: «DUMPING E OFFERTA NON AGGREGATA I MALI DEL SETTORE»
L'imprenditore marchigiano, presidente della Commissione ortaggi di FruitImprese, individua i punti deboli del sistema-Italia. E sulla frutta estiva dice: «Prezzi migliori del 2009 grazie a circostanze favorevoli». L'incontro con il Premier Berlusconi
L’imprenditore sambenedettese Leo Bollettini, titolare dell’omonimo Gruppo marchigiano e presidente della Commissione ortaggi di FruitImprese, ha recentemente incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in occasione di una riunione organizzata a Roma dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.
Bollettini si è intrattenuto a lungo con il Premier, che definisce “persona dinamica, attenta alle esigenze degli altri ed estremamente positiva; ama la battuta e scherza volentieri, anche su sé stesso, ma nel contempo “pretende”, giustamente, che gli imprenditori affrontino con ottimismo e determinazione l’attuale fase di crisi”.
Una crisi, commenta Bollettini - divenuto quest’anno Accademico Aggregato dei Georgofili - che al momento non è servita però a fare piazza pulita di alcuni dei principali problemi di cui soffre il settore ortofrutticolo, come la polverizzazione dell’offerta e la concorrenza sleale di chi offre prodotti a prezzi irrisori: “Soffriamo di una sorta di “dumping” interno da parte di aziende che non rispettano le regole richieste alle imprese e che, anche quando ci sono i controlli, vengono sanzionate in maniera irrisoria e quindi conveniente”, dice Bollettini.
“Un altro problema - sottolinea ancora l'imprenditore marchigiano - è quello dell’eccessiva differenza di prezzo dall’origine alla distribuzione finale, in un momento in cui i redditi degli italiani, in proporzione agli anni precedenti, sono più bassi: ciò ovviamente deprime i consumi”.
La frutta estiva, rispetto allo scorso anno, è partita meglio, grazie alle inferiori quantità europee e al favorevole fattore climatico che aiuta i consumi: “Con pesche e nettarine si spuntano al momento circa 90 centesimi al chilo contro i 50 di dodici mesi fa. Non si tratta però di una ripresa strutturale, quanto di una serie di fattori circostanziali che danno l’illusione che le cose stiano cambiando, a fronte però di un settore che resta in difficoltà".
Mirko Aldinucci
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